Emergenza Coronavirus – Consentita la consegna del Green Pass al datore di lavoro da parte dei lavoratori

Emergenza Coronavirus – Consentita la consegna del Green Pass al datore di lavoro da parte dei lavoratori

In questi giorni è stato approvato dalla Camera il decreto legge di conversione del DL 127/2021 “Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening” ovvero il Decreto che disciplina la Certificazione Verde COVID-19 (Green Pass) nei luoghi di lavoro.

In fase di conversione sono state apportate diverse modifiche rilevanti per la gestione pratica della vita aziendale: di seguito una sintesi.

Adesso è possibile la consegna del green pass al datore di lavoro?

Si. Nel decreto di conversione è stata inserita una modifica che qui si riporta:

“Al fine di semplificare e razionalizzare le verifiche di cui al presente comma, i lavoratori possono richiedere di consegnare al proprio datore di lavoro copia della propria certificazione verde COVID-19. I lavoratori che consegnano la predetta certificazione, per tutta la durata della relativa validità, sono esonerati dai controlli da parte dei rispettivi datori di lavoro”.

Tale specifica rende quindi possibile la consegna volontaria del Green Pass al proprio datore di lavoro. Il datore di lavoro dovrà garantire la conservazione di questo dato nel rispetto della privacy.

Cosa può fare il datore di lavoro?

  • Informare i propri lavoratori di questa modifica legislativa (qui un modello)
  • Comunicare agli incaricati al controllo del Green Pass le persone esonerate dai controlli e fino a quale termine.

I lavoratori che decideranno di consegnare copia del proprio Green Pass saranno esonerati dai controlli da parte dei rispettivi datori di lavoro. Questa misura facilita i controlli ed è finalizzata a rendere più semplice il controllo circa il possesso del Green Pass soprattutto nei confronti di quei lavoratori che, pur non recandosi in azienda, svolgono attività lavorativa presso terzi o clienti.

Si sottolinea che permane l’obbligo di controllare il Green Pass per:

  • Coloro che accedono all’azienda per svolgere attività lavorativa in forza di contratti esterni (ovvero coloro che non sono lavoratori dell’azienda ma si recano in azienda per appalti o servizi).
  • I clienti, solamente per le attività per cui è previsto (es. ristorazione al tavolo)

Il Green Pass scade in orario di lavoro: ci sono sanzioni?

No. In fase di prima applicazione della normativa sul controllo del Green Pass è stata posta da più parti la domanda “Cosa fare se il green pass scade durante l’orario di lavoro? Il datore di lavoro e/o il lavoratore possono essere sanzionati nel caso in cui sia presente un lavoratore con certificato scaduto durante l’orario di lavoro?

Il nuovo art. 3-bis del D.L. n. 127/2021 dispone che per i dipendenti pubblici e privati la scadenza della validità della certificazione verde COVID-19 in corso di prestazione lavorativa non dia luogo alle sanzioni previste, rispettivamente, dai commi 7 e 8 dell’art. 9-quinquies e dai commi 8 e 9 dell’art. 9-septies.  Tuttavia, come specificato dalla norma, la permanenza del lavoratore a cui scade il green pass durante l’orario di lavoro è ammissibile e tollerata solo per il periodo di tempo necessario per far sì che possa concludersi il turno di lavoro.

Formazione e somministrazione: dettagliate le zone d’ombra

Al fine di chiarire alcune zone d’ombra della normativa, alcune modifiche sono state apportate per quanto riguarda il mondo della formazione e dei lavoratori in somministrazione.

Per la formazione è stato esplicitato che anche il controllo del Green pass si applica anche ai discenti, ovvero ai frequentanti il corso di formazione.

Per i lavoratori in somministrazione "la verifica del rispetto delle prescrizioni di cui al comma 1 [possesso del green Pass] compete all’utilizzatore; è onere del somministratore informare i lavoratori circa la sussistenza delle predette prescrizioni"

Il contratto di sostituzione nelle aziende con meno di 15 dipendenti

La legge di conversione fornisce anche ulteriori chiarimenti e novità per i datori di lavoro delle aziende private che abbiano meno di quindici dipendenti e per i quali, il comma 7 dell’art. 9-septies del D.L. n. 52 del 22 aprile 2021 prevede la possibilità, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, di sospendere il lavoratore per una durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione.

Le nuove modifiche di cui al comma 7 dell’art. 3 del D.L. n. 127/2021 stabiliscono, in primo luogo, che i dieci giorni entro cui poter sostituire il lavoratore sospeso in quanto privo del green pass debbano intendersi esclusivamente come giorni lavorativi e, in secondo luogo, che, a differenza di quanto previsto dal decreto oggetto di conversione, la sostituzione non sia rinnovabile una sola volta ma più volte sempre entro il limite attuale imposto per la fine dello stato di emergenza ossia il 31 dicembre 2021.

 

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