Emergenza Coronavirus –  Cos'è la certificazione verde COVID-19 e quando è obbligatoria?

Emergenza Coronavirus – Cos'è la certificazione verde COVID-19 e quando è obbligatoria?

Con la pubblicazione del Decreto-legge n. 105 del 23/07/2021 è stato regolamentato l’impiego delle certificazioni verdi COVID-19, dette anche “Green pass”, per l’accesso a determinate attività dal 6 agosto 2021.

COME OTTENERE LA CERTIFICAZIONE VERDE COVID-19

La certificazione verde è rilasciata automaticamente e gratuitamente a seguito:

  • della prima dose di vaccino anti COVID-19 (valida fino alla dose successiva) o del vaccino monodose (valida per 270 giorni), dopo 15 giorni;
  • del completamento del ciclo vaccinale (valida per 270 giorni);
  • del effettuazione di un tampone rapido o molecolare con risultato negativo al virus SARS-CoV-2 (valida per 48 ore);
  • del certificato di guarigione da COVID-19 (valida per 180 giorni).

La certificazione non è richiesta ai bambini esclusi per età dalla compagna vaccinale (età inferiore a 12 anni) e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica, per le quali sarà realizzata una Certificazione digitale dedicata.

LE ATTIVITÀ E I SERVIZI PER LE QUALI È RICHIESTA LA CERTIFICAZIONE VERDE

La Certificazione verde COVID-19 è richiesta ed è obbligatoria dal 6 agosto 2021 per l’accesso ai seguenti servizi e attività:

  • servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, al chiuso (consentita anche senza certificazione la consumazione al banco e all'aperto);
  • spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi;
  • musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
  • piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
  • sagre e fiere, convegni e congressi;
  • centri termali, parchi tematici e di divertimento;
  • centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione;
  • attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
  • concorsi pubblici.

La certificazione è richiesta, inoltre, per la partecipazione alle feste per cerimonie civili e religiose, per accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, per spostarsi in entrata e in uscita da territori classificati in zona arancione o rossa.

CHI VERIFICA IL POSSESSO DELLA CERTIFICAZIONE

Il decreto specifica che la verifica del possesso della certificazione verde COVID-19 per le attività elencate in precedenza, sia a carico dei titolare e dei gestori di detti servizi e attività.
Il controllo, quindi, deve avvenire all'accesso al locale, attività e deve essere eseguito da parte del gestore/titolare o dal personale incaricato (designato formalmente) e opportunamente formato a svolgere tale compito.

I soggetti addetti ad effettuare i controlli, avranno a disposizione una specifica applicazione “VerificaC19, con la quale sarà possibile verificare la validità e autenticità della certificazione, nel rispetto delle informazioni personali, attraverso la scansione del QR code.

LE SANZIONI PER IL MANCATO RISPETTO DELL'OBBLIGO

In caso di violazione può essere elevata una sanzione pecuniaria da 400 a 1000 euro sia a carico dell’esercente sia dell’utente. Qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni.

Ricordiamo il sito delle FAQ con tutte le informazioni ad oggi disponibili in merito alla certificazione verde COVID-19.

 

La norma qui esposta lascia delle "zone grigie" per le quali si resta in attesa della pubblicazione di ulteriori aggiornamenti e chiarimenti: vi terremo informati.

Non esitare a contattarci per maggiori informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | tel. 0421 276274