In Veneto nuovi obblighi per chi rientra dai viaggi di lavoro

In Veneto nuovi obblighi per chi rientra dai viaggi di lavoro

A seguito dei nuovi focolai di coronavirus che sono stati identificati in Veneto nella scorsa settimana, il Presidente Luca Zaia ha emesso una nuova ordinanza del presidente della giunta regionale n. 64 del 6 luglio 2020, nella quale sono indicati nuovi provvedimenti che interessano i datori di lavoro.

In particolare, sono obbligatoriamente sottoposti a test di screening con tampone rino-faringeo per la ricerca di SARS-CoV-2 tutti i soggetti che fanno ingresso o rientro in Veneto dopo un viaggio in un paese diverso da quelli di cui all’allegato 1 per comprovati motivi di lavoro. Per tali soggetti si effettua un primo tampone rino-faringeo all’arrivo in Veneto e un secondo tampone a distanza di 5-7 giorni se il primo risulta negativo. La prestazione sanitaria è fornita dall’Azienda Ulss.

Il datore di lavoro

  • provvede ad assolvere all’obbligo di cui sopra contattando l’azienda Ulss di riferimento
  • riammette, temporanemente, il lavoratore se il primo tampone è negativo (d.lgs. 81/08, artt. 15 e 18), fermo l’obbligo per il lavoratore di rispettare tutte le prescrizioni relative all’ambiente di lavoro con obbligo in ogni caso dell’utilizzo della mascherina chirurgica. Il lavoratore potrà essere definitivamente riammesso senza obbligo di mascherina, solo dopo l’esito negativo del secondo tampone. 

E’ vietata l’utilizzazione da parte del datore di lavoro della prestazione del lavoratore di cui il datore abbia conoscenza dell’obbligo di isolamento fiduciario.

In caso di violazione degli obblighi sopraddetti, si applica a carico del datore di lavoro la sanzione di euro 1.000 per ciascun lavoratore dell’azienda.  

Nessun provvedimento a carico del datore di lavoro è previsto se il lavoratore rientra da una trasferta di lavoro nei paesi di cui all'allegato 1

Casi particolari

L'applicazione del provvedimento sopra citato ha sollevato alcune problematiche relative a casi specifici che la Regione ha affrontato nelle sue FAQ.

Riportiamo qui la questione più significativa relativa alla durata del viaggio.

DOMANDA - ll tampone previsto dall’art. 3 dell’ordinanza n. 64 sostituisce l’isolamento?

RISPOSTA - No. Premesso che in base all’art. 4, comma 9, lett. f), DPCM 11.6.2020, valido fino al 14 luglio e comunque destinato ad essere prorogato, l’isolamento è obbligatorio per i soggetti che vanno in trasferta di lavoro all’esterno, nei paesi non Schengen, e ritornano dopo 120 ore mentre sotto le 120 ore il DPCM non prevede alcun obbligo o restrizione, l’art. 3 dell’ordinanza introduce l’obbligo del tampone per le trasferte di lavoro dal Veneto a paesi non Schengen e rientro se la trasferta ha durata fino a 120 ore, integrando la normativa statale che non prevede, come detto nessun obbligo.

Sopra le 120 ore di durata della trasferta dal Veneto ai paesi non Schengen e rientro, è obbligatoria la quarantena, come comunicato dal Ministro della Salute in data 8 luglio 2020. 

In sostanza:

  • trasferta di lavoro di durata inferiore alle 120 ore in paesi non Schengen -> obbligo di tampone al rientro in Veneto
  • trasferta di lavoro di durata superiore alle 120 ore in paesi non Schengen -> obbligo di isolamento fiduciario.

Le altre domande/risposte possono essere lette qui.

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