Emergenza coronavirus - Come effettuare l’attività di ristorazione con asporto

Emergenza coronavirus - Come effettuare l’attività di ristorazione con asporto

Con l’inizio della “fase 2” dei provvedimenti per la gestione dell’emergenza coronavirus, è stata aperta la possibilità ad aziende come bar e ristoranti di lavorare con modalità da asporto con ritiro delle pietanze sul posto da parte del cliente, in aggiunta alla consegna a domicilio che era già consentita in precedenza e in merito alla quale potete consultare la news precedentemente pubblicata nel nostro sito

In questo articolo riassumiamo le principali disposizioni che deve gestire il ristoratore che intende attivare il servizio di asporto di alimenti con ritiro sul posto, per la sua clientela.

Ci sono delle autorizzazioni specifiche da possedere?

No. Questa attività non è oggetto di ulteriore notifica sanitaria, oltre a quella chiaramente già in possesso, né è oggetto di comunicazione per l’aggiornamento della registrazione.

Il Dpcm 26 aprile 2020, art 1, comma 1, punto “aa” consente alle aziende della ristorazione l’attività di “ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, il divieto di consumare i prodotti all'interno dei locali  e  il  divieto  di  sostare  nelle  immediate vicinanze degli stessi”.

Ci sono documenti da aggiornare o modificare?

No.

Posto che rimane l’obbligo per qualsiasi attività che prevedono manipolazione di alimenti di essere in possesso e di applicare un piano di autocontrollo HACCP, e che tale piano va aggiornato se avvengono cambiamenti significativi nelle attrezzature utilizzate per la manipolazione, trasporto o conservazione degli alimenti o cambiamenti nelle tipologie di pietanze preparate che possano comportare rischi non contemplati nella precedente revisione del piano di autocontrollo.

Anche i bar possono effettuare asporto?

Sì.

L’allentamento delle misure restrittive riguarda qualunque attività di ristorazione che offra servizi di asporto e/o delivery, fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, il divieto di consumare i prodotti all'interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi.

La regione FVG esplicita l’inclusione dei bar tra le attività a cui è consentito fare delivery nelle sue FAQ.

Con quali modalità deve essere effettuato l’asporto?

La vendita di cibo e bevande deve avvenire previa ordinazione da remoto (ad esempio tramite telefono, mail…), durante la quale verrà concordato un orario per il ritiro.

Gli orari per il ritiro devono essere organizzati in modo da evitare di creare assembramenti di persone.

Solo un cliente alla volta potrà entrare nel locale per ritirare il prodotto nell’orario concordato, se ci sono altri clienti in attesa per il ritiro dovranno attendere in fila all’esterno mantenendo la distanza di sicurezza di 1 metro l’uno dall’altro.

È assolutamente vietata la consumazione dei prodotti venduti all’interno dei locali o nelle immediate vicinanze degli stessi.

È obbligatorio mettere prodotti per l’igiene delle mani a disposizione dei clienti che accedono ai locali per il ritiro.

Cosa deve essere comunicato ai clienti?

Verso la clientela rimangono gli obblighi di comunicazione relativi agli allergeni presenti negli alimenti, ma, in considerazione dei rischi di contagio da coronavirus, è opportuno fornire dettagli anche su modalità di ritiro della pietanza e pagamento volte a minimizzare il rischio di contagio.

Suggeriamo di comunicare ai clienti le seguenti regole per mantenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene:

  • mantenere la distanza di sicurezza di 1 metro da eventuali altre persone se in attesa del proprio turno per il ritiro del prodotto;
  • indossare guanti monouso e mascherina o protezione facciale al momento del ritiro;
  • permanere nel locale per il tempo strettamente necessario al ritiro del prodotto;
  • osservare le regole di igiene delle mani.

Quali misure aggiuntive vanno adottate per garantire la sicurezza dei lavoratori?

Anche nei confronti dei lavoratori della ristorazione deve essere applicato il Protocollo condiviso anti-contagio del 24 aprile 2020. Il rispetto delle indicazioni previste dal nuovo Protocollo è una condizione indispensabile per la ripresa delle attività produttive così come previsto dal DPCM del 26 aprile.

È possibile trovare tutte le indicazioni e i documenti da produrre per ottemperare a questo obbligo nella nostra news pubblicata ieri.

Lo studio i2 Sicurezza ha seguito diverse attività che hanno avviato servizio di ristorazione per asporto: contattaci per saperne di più (cell. 340 – 8375705).