Emergenza coronavirus - Nuove disposizioni in vigore fino al 3 maggio 2020

Emergenza coronavirus - Nuove disposizioni in vigore fino al 3 maggio 2020

Con l'evolversi dell'emergenza coronavirus, Il Presidente del Consiglio, ha firmato il Dpcm 10 aprile 2020 che modifica ed estende fino al 03 maggio 2020, alcune delle misure in materia di contenimento e gestione dell'emergenza attualmente in essere

 Quali aziende possono continuare a lavorare?

Il provvedimento che attualmente regola i settori che possono continuare la loro attività lavorativa è il Dpcm 10 aprile 2020 valido fino al 3 maggio 2020. Tale provvedimento è seguito ai precedenti Dpcm 11 marzo 2020 e Dpcm 22 marzo 2020 ampliando ad alcuni settori che inizialmente erano stati bloccati per contrastare la diffusione del contagio da coronavirus.

Pertanto, attualmente posso continuare a lavorare:

  • Le attività di commercio al dettaglio di cui all’allegato 1 del Dpcm 10 aprile 2020
  • Le attività di servizi per la persona di cui all’allegato 2 del Dpcm 10 aprile 2020
  • Le attività i cui settori ATECO  sono comprese nell’elenco dell’allegato 3 del Dpcm 10 aprile 2020.
  • E' sempre consentita l'attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari. Resta altresì consentita ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l'emergenza.

Rispetto alle norme precedenti viene ammessa l’apertura delle cartolerie, delle librerie e dei negozi di vestiti per bambini e neonati e vengono inserite tra le attività produttive consentite la silvicoltura e l'industria del legno.

E’ importante sottolineare alcuni aspetti del provvedimento di governo:

  • art 2, comma 2: le attività produttive che sarebbero sospese [omissis] possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile;
  • art 2, comma 3 (precedente art 1, lettera d) del Dpcm 22 marzo 2020): restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all'allegato 3 [ovvero alle attività non sospese], nonché dei servizi di pubblica utilità e dei i [omissis] previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l'attività produttiva, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite; il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all'adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa.
  • art 2, comma 6 (precedente art 1, lettera g) del Dpcm 22 marzo 2020): sono consentite le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all'impianto stesso o un pericolo di incidenti.

Il nuovo provvedimento (art. 2 comma 12) prevede, inoltre, che per le attività produttive sospese è ammesso, previa comunicazione al Prefetto, l'accesso ai locali aziendali di personale dipendente o terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonché attività di pulizia e sanificazione. E’ consentita, previa comunicazione al Prefetto, la spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino nonché la ricezione in magazzino di beni e forniture. 

Per semplicità, ai fini delle comunicazioni alle Prefetture si riportano i link ai siti dove scaricarli con tutte le informazioni sulle modalità previste dalle singole prefetture:

Inoltre, alle attività sospese è concesso sino al 17 marzo 2020 per completare le attività necessarie alla sospensione, compresa la spedizione della merce in giacenza.

Si suggerisce alle aziende che proseguono l'attività di:

  • consegnare ai lavoratori copia della Visura Camerale (dalla quale si evinca che il settore ATECO dell'azienda rientra tra quelli nell’allegato 3 del Dpcm 10 aprile 2020) 
  • nei casi di attività esercitata previa comunicazione alle Prefetture,  consegnare copia della PEC mandata alla Prefettura, a tutti i lavoratori che devono spostarsi per lo svolgimento delle loro attività, ad esempio presso terzi.

Come devono organizzarsi le aziende che proseguono o riprendono l'attività?

Come già indicato nel precedente provvedimento e ribadito anche dall'art.2 comma 10  del Dpcm 11 aprile 2020, le imprese le cui attività non sono sospese devono rispettare le prescrizioni del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 14 marzo 2020.

Per venire incontro alle esigenze delle aziende, lo studio i2Sicurezza ha aggiornato con le ultime novità legislative, i seguenti materiali operativi:

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