Emergenza coronavirus - Come effettuare l’attività di ristorazione con consegna a domicilio

Emergenza coronavirus - Come effettuare l’attività di ristorazione con consegna a domicilio

Con il protrarsi dell’emergenza coronavirus diverse aziende del settore della ristorazione si sono attivate e ci hanno chiesto assistenza per fornire servizi di consegna a domicilio. In questo articolo riassumiamo le principali disposizioni che deve gestire il ristoratore che intende attivare questo genere di servizi per la sua clientela

Ci sono delle autorizzazioni specifiche da possedere?

No.

Il Dpcm marzo 2020, art 1 comma 2) consente alle aziende della ristorazione l’attività “con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, sia per l’attività di confezionamento che di trasporto”. Come specificato sia dalla Regione Veneto, sia dalla Regione Friuli Venezia Giulia, questa attività non è oggetto di ulteriore notifica sanitaria, oltre a quella chiaramente già in possesso, né è oggetto di comunicazione per l’aggiornamento della registrazione.

Ci sono documenti da aggiornare o modificare?

Si.

L’azienda alimentare che intende avviare l’attività di asporto, prima di avviarla, deve obbligatoriamente:

  • Modificare / integrare il Manuale HACCP al fine di comprendere anche le preparazioni per l’asporto. Dovrà essere indicato in quale maniera viene effettuata la consegna (es. quale mezzo di trasporto/contenitore si intende utilizzare) conformemente alle normative vigenti in materia di alimenti (es. utilizzando materiali ed oggetti destinati al contatto con gli alimenti, nel rispetto del mantenimento delle temperature previste)
  • Predisporre il menù dedicato all’asporto con l’indicazione degli allergeni
  • Aggiornare il documento di valutazione dei rischi ai sensi del D.lgs 81/08 inserendo le nuove mansioni / attività (es. la mansione di addetto alle consegne) e provvedendo alla valutazione dei rischi correlati (es. il rischio correlato alla guida del mezzo di trasporto).
  • Informare i lavoratori dei risultati della valutazione al punto precedente, ai sensi dell’art.37 del D.lgs 81/08.

Ci sono documenti nuovi da produrre?

Si.

Qualsiasi azienda che rimane aperta in questo periodo deve rispettare i contenuti del Protocollo anti-contagio del 14 marzo 2020. Questo significa implementare delle misure di prevenzione e protezione per limitare la diffusione del contagio sia all’interno delle cucine, sia nel contatto con la clientela o i fornitori.

Nel dettaglio dovrà essere costituito un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole protocollo di regolamentazione del 14/03/2020 attraverso apposito verbale. Successivamente, il datore di lavoro, con l’ausilio del comitato, dovrà assicurarsi di aver messo in atto tutto quanto richiesto dal protocollo: per questa attività lo studio i2 Sicurezza ha predisposto un apposito documento guida scaricabile dall’area download. Il datore di lavoro dovrà compilare questo documento e metterlo a disposizione in caso di controlli. 

Cosa deve essere comunicato ai clienti?

Verso la clientela rimangono gli obblighi di comunicazione relativi agli allergeni presenti negli alimenti, ma, in considerazione dei rischi di contagio da coronavirus, è opportuno fornire dettagli anche su modalità di consegna e pagamento volte a minimizzare il rischio di contagio.

A titolo esemplificativo, possono essere comunicate ai clienti regole come queste:

  • mantenere la distanza di sicurezza di 1 metro dal nostro personale addetto alla consegna
  • osservare le regole di igiene delle mani
  • se possibile, utilizzare guanti e mascherina per la ricezione della merce
  • preferire forme di pagamento online oppure, qualora si usi il terminale POS, utilizzare obbligatoriamente dei guanti monouso

Come deve essere organizzata l’attività per gli addetti alla consegna? E per gli altri lavoratori?

Anche nei confronti dei lavoratori della ristorazione deve essere applicato il Protocollo condiviso anti-contagio. In particolare, è obbligatorio dotare i lavoratori di soluzione idroalcolica ma anche di mascherine, qualora l’attività lavorativa non possa essere svolta rispettando la distanza di 1 metro. Nel caso degli addetti alla consegna è opportuno che essi abbiano in dotazione mascherina e anche guanti monouso, da cambiare ad ogni consegna.

Inoltre, è obbligatorio informare i lavoratori delle limitazioni all’ingresso nel luogo di lavoro (es. l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri sintomi influenzali) e diffondere le informative prodotte dalle autorità sanitarie (che è possibile scaricare anche dall’area download).

Quali sono le attività di pulizia che devono essere eseguire?

L’attività di pulizia e sanificazione ordinaria, ovvero già prevista dal Piano HACCP, deve essere intensificata e riguardare anche i materiali, gli spazi e le attrezzature dedicate all’asporto. Ad esempio sarà opportuno sanificare le sacche termiche per le consegne dopo ogni turno. Inoltre, i mezzi di trasporto dovranno essere puliti e sanificati ad ogni cambio turno oppure ad ogni cambio di utilizzatore, se più frequente. Di tali attività dovrà essere tenuta opportuna registrazione.

Come devo essere effettuato il ricevimento delle merci?

Applicare il Protocollo condiviso anti-contagio verso i fornitori significa informarli dell’obbligo di rimanere a bordo del mezzo di trasporto o di osservare la distanza di sicurezza se è necessario scendere dal mezzo per approntare il carico. Inoltre, significa anche mettere a disposizione dei servizi igienici dedicati

Tutte queste misure, più altre eventualmente necessarie a garantire il rispetto della distanza di sicurezza di 1 mt oppure la pulizia e l’igiene delle mani (es. mettendo a disposizione gel igienizzante nei luoghi di lavoro), devono essere precisamente attuate e riportate in un documento condiviso dal Comitato.

 

Lo studio i2 Sicurezza ha seguito diverse attività che hanno avviato questo servizio: contattaci per saperne di più (cell. 340 – 8375705)