Emergenza coronavirus - Chiusura attività produttive non essenziali o strategiche

Emergenza coronavirus - Chiusura attività produttive non essenziali o strategiche

In conseguenza della crescita esponenziale del contagio da coronavirus, Il Presidente del Consiglio ha firmato il Dpcm 22 marzo 2020 che introduce ulteriori e più restrittive misure in materia di contenimento e gestione dell'emergenza, da applicare fino al 03 aprile 2020. Tali misure si applicano cumulativamente a quelle Dpcm 11 marzo 2020 (vedi dettagli su questo provvedimento in questa news precedente).

Il Dpcm 22 marzo 2020 ha ristretto ulteriormente l’elenco delle attività produttive che possono continuare ad esercitare la loro attività: l'elenco è specificato nell’allegato 1. L’elenco è organizzato per settori ATECO: è possibile individuare la descrizione e le specifiche dei codici ATECO sul sito dell'ISTAT:  https://www.istat.it/it/archivio/17888 

Aggiornamento del 26/03/2020 - l'elenco è stato modificato in data 25/03/2020: tutti i dettagli in questa news.

Si valuta che, qualora l’azienda abbia un codice prevalente non presente in allegato 1 ma presenti un codice secondario tra quelli ammessi alla prosecuzione dell’attività, essa potrà continuare solo per il ramo d’azienda specifico. Le funzioni aziendali aperte saranno quelle a stretto supporto di tali processi lavorativi, mentre per gli altri dovranno essere messi in atto modalità di lavoro agile o la sospensione.

E’ importante sottolineare alcuni aspetti del provvedimento di governo:

  • art 1, lettera c): le attività produttive che le attività produttive che sarebbero sospese [omissis] possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile; 
  • art 1, lettera d): restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all'allegato 1 [ovvero alle attività non sospese], nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali [omissis] previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l'attività produttiva, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite; il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all'adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa.
  • art 1, lettera g): sono consentite le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all'impianto stesso o un pericolo di incidenti.

Aggiornamento del 24/03/2020 - i nuovi modelli per le comunicazioni alle Prefetture sono scaricabili da questa news.

Per semplicità, ai fini delle comunicazioni di cui alle lettere d) e g), riportiamo le PEC delle prefetture di:

  • Venezia: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
  • Pordenone: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

A titolo di esempio, riportiamo questo modello di comunicazione emesso dalla prefettura di Brescia che andrà aggiornato con i riferimenti della Prefettura di competenza. Scarica il modello.

Si suggerisce alle aziende che proseguono l'attività di:

  • consegnare ai lavoratori copia della Visura Camerale (dalla quale si evinca che il settore ATECO dell'azienda rientra tra quelli nell’allegato 1 del Dpcm 22 marzo 2020) 
  • nei casi di attività esercitata ai sensi della lettera d) o g),  consegnare copia della PEC mandata alla Prefettura, a tutti i lavoratori che devono spostarsi per lo svolgimento delle loro attività, ad esempio presso terzi.

Infine, nel Dpcm 22 marzo 2020 è concesso sino al 25 marzo 2020 alle attività sospese per completare le attività necessarie alla sospensione, compresa la spedizione della merce in giacenza.

Come devono organizzarsi le aziende che proseguono l'attività?

Come già indicato nel precedente provvedimento (DPCM 11 marzo 2020 art. 7), le imprese le cui attività non sono sospese devono rispettare le prescrizioni del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 14 marzo 2020.

Per venire incontro alle esigenze delle aziende, lo studio i2Sicurezza ha aggiornato con le ultime novità legislative: i seguenti materiali operativi:

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