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Finanziamento imprese e incentivi INAIL

INCENTIVI INAIL E OSCILLAZIONE DEL TASSO

INCENTIVI INAIL

L’INAIL pubblica annualmente il Bando Incentivi ISI mettendo a disposizione delle imprese che vogliono investire nella sicurezza nei luoghi di lavoro un contributo a fondo perduto. I destinatari degli incentivi sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio industria, artigianato e agricoltura. Il finanziamento riguarda progetti finalizzati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza del lavoro o all’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

OSCILLAZIONE DEL TASSO INAIL

L'Inail premia con uno "sconto" denominato "oscillazione per prevenzione" (OT/24), le aziende, operative da almeno un biennio, che eseguono interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa in materia (decreto legislativo 81/2008 e successive modifiche e integrazioni). L'"oscillazione per prevenzione" riduce il tasso di premio applicabile all'azienda, determinando un risparmio sul premio dovuto all'Inail. Possono beneficiarne, su domanda, tutte le aziende in possesso dei requisiti per il rilascio della regolarità contributiva ed assicurativa ed in regola con le disposizioni obbligatorie in materia di prevenzione infortuni e di igiene del lavoro (pre-requisiti). In aggiunta, è necessario che l'azienda abbia effettuato, nell'anno precedente a quello in cui chiede la riduzione, interventi di miglioramento nel campo della prevenzione degli infortuni e igiene del lavoro.

  • Emergenza Coronavirus – Il controllo del Green Pass nei luoghi di lavoro

    Con la pubblicazione del decreto-legge 127 del 21/09/2021 è stata introdotta la necessità di possedere, ed esibire su richiesta, il green pass per svolgere attività lavorativa.

    Riepiloghiamo brevemente gli obblighi dei datori di lavoro:

    1. Informare i lavoratori e chiunque acceda in azienda dell’obbligo di possedere ed esibire il Green Pass
    2. Individuare i soggetti incaricati del controllo
    3. Predisporre delle modalità operative / procedurali per l’esecuzione delle verifiche.

    Per approfondimenti sui punti 1 e 2 si rimanda alla precedente news.

    L’informativa ai lavoratori dell’azienda, e a quelli che vi accedono in forza di un contratto esterno, può essere resa attraverso:

    Gli incaricati del controllo del Green Pass in azienda devono essere formalmente nominati: è possibile scaricare qui un modello di nomina.

    La definizione di una procedura per l’effettuazione dei controlli sul possesso della certificazione Verde attraverso l’uso dell’App Verifica C19 è un aspetto centrale delle disposizioni di legge. A questo link è possibile scaricare un modello di procedura che dovrà essere personalizzato con l’indicazione delle specifiche modalità messe in atto in azienda: scarica qui il modello di procedura.

    L’incaricato alle verifiche potrà registrare l’effettuazione dei controlli con un apposito registro (già allegato al modello di procedura).

    Domande e risposte in materia di controllo del Green Pass

    Si riepilogano qui di seguito alcune risposte ai quesiti pratici posti più di frequente.

    Il lavoratore non ha il green pass ma chiede di accedere esibendo il certificato della prima dose della vaccinazione che ha effettuato qualche giorno fa: può accedere in azienda?

    No, la legge richiede il possesso della Certificazione Verde e il datore di lavoro, o un suo incaricato, è tenuto a controllare quel documento e non altri.

    Inoltre, la Certificazione verde COVID-19 per vaccinazione (prima dose) viene generata automaticamente dalla Piattaforma nazionale-DGC dopo 12 giorni dalla somministrazione ed è valida dal 15° giorno dal vaccino fino alla data della seconda dose. La Certificazione dopo la seconda dose verrà rilasciata entro 24/48 ore dalla seconda somministrazione e sarà valida per 12 mesi. Casi particolari riguardano i guariti dal COVID (si rimanda alla pagina ufficiale del governo per tutti i dettagli https://www.dgc.gov.it/web/faq.html )

    Ho un’attività di parrucchiera: devo controllare il Green Pass anche ai clienti?

    No, l’obbligo di Green Pass vige solamente per colore che accedono ai luoghi di lavoro per attività lavorativa (o di formazione o di volontariato…).

    Se l’azienda intende effettuare il controllo a campione, come deve organizzarsi?

    La norma non fornisce indicazioni precise ma è ragionevole ritenere che il controllo a campione debba essere fatto su un campione significativo dei lavoratori presenti in azienda e in modo tale che vi sia rotazione tra i soggetti controllati, al fine di controllare in maniera omogenea tutto il personale. Anche il controllo a campione deve essere quotidiano, come indicato dalle interpretazioni più recenti.

    E’ possibile tenere in azienda copie dei Green Pass dei lavoratori o registrare le date di scadenza degli stessi?

    No, la normativa sulla privacy non consente al datore di lavoro di trattare questi dati.

    E’ possibile chiedere preventivamente ai lavoratori se possiedono o meno il Green Pass?

    Si, Il DL “Capienze” 139 del 8/10/2021 ha inserito esplicitamente la seguente precisazione:

    In caso di richiesta da parte del datore di lavoro, derivante da specifiche esigenze organizzative volte a garantire l'efficace programmazione del lavoro, i lavoratori sono tenuti a rendere le comunicazioni di cui al comma 6 dell'articolo 9-quinquies e al comma 6 dell'articolo 9-septies [possesso del Green Pass] con un preavviso necessario a soddisfare le predette esigenze organizzative.

    Tale precisazione rende possibile da parte de datore di lavoro la richiesta di comunicare il possesso/non possesso della Certificazione verde COVID-19 valida per accedere ai luoghi di lavoro. La richiesta, e la conseguente risposta, dovranno essere effettuate in forma scritta e non dovrà essere inviata alcun documento (es. Green Pass, certificato di vaccinazione…).

    Si evidenzia che, tale prassi, finalizzata a rendere possibile l’organizzazione aziendale, non esclude l’obbligo di verifica e controllo del possesso di Green Pass da parte del datore di lavoro. 

    E' necessario modificare il Protocollo COVID?

    La procedura di controllo è un documento a sè stante che non implica una revisione del Protocollo.

     

     

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  • Emergenza Coronavirus – Prime indicazioni sul Green Pass nei luoghi di lavoro

    Con la pubblicazione del decreto-legge 127 del 21/09/2021 è stata introdotta la necessità di possedere ed esibire su richiesta, il green pass per svolgere attività lavorativa.

    Nel sito del Governo sono state pubblicate le prime indicazioni alla sezione FAQ.

    Si riportano qui di seguito le principali delucidazioni fornite dall’autorità pubblica per il lavoro in ambito privato:

    • I Clienti che ricevono in casa un idraulico, un elettricista o un altro tecnico dovranno controllare il green pass? No, in quanto non sono datori di lavoro ma stanno acquistando servizi. Resta fermo che è loro facoltà chiedere l’esibizione del green pass.
    • I privati potranno avere piattaforme per i controlli analoghe a quelle della scuola e del pubblico impiego? Al momento non sono previste piattaforme analoghe; se ne potrà verificare in seguito la realizzabilità da un punto di vista tecnico ed eventualmente modificare il DPCM che disciplina le modalità di verifica.
    • Chi controlla il libero professionista? E il titolare di un'azienda che opera al suo interno? Il libero professionista quando accede nei luoghi di lavoro pubblici o privati per lo svolgimento della propria attività lavorativa viene controllato dai soggetti previsti dal decreto-legge n. 127 del 2021. Il titolare dell’azienda che opera al suo interno viene controllato dal soggetto individuato per i controlli all’interno dell’azienda.
    • Il datore di lavoro della colf o della badante è tenuto a verificare che la dipendente abbia il green pass? Sì.
    • Chi lavora sempre in smart working deve avere il green pass? No, perché il green pass serve per accedere ai luoghi di lavoro. In ogni caso lo smart working non può essere utilizzato allo scopo di eludere l’obbligo di green pass. 
    • Visto l’obbligo del green pass, nelle aziende si potrà derogare alla regola del metro di distanziamentoNo, il green pass non fa venir meno le regole di sicurezza previste da linee guida e protocolli vigenti. 
    • Le aziende che effettueranno controlli a campione sul personale potranno incorrere in delle sanzioni nel caso in cui un controllo delle autorità dovesse riscontrare la presenza di lavoratori senza green pass? No, a condizione che i controlli siano stati effettuati nel rispetto di adeguati modelli organizzativi come previsto dal decreto-legge n. 127 del 2021.

    Si precisa che attualmente rimangono ancora delle criticità, per le quali si attendono ulteriori provvedimenti chiarificatori. 

    Rimanete aggiornati sulla nostra sezione news per trovare tutti gli approfondimenti in merito al Green Pass e all'emergenza coronavirus!

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  • Emergenza Coronavirus – Green Pass obbligatorio nei luoghi di lavoro

    Dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre 2021, attuale termine di cessazione dello stato di emergenza, la Certificazione verde Covid-19 (o green pass) sarà obbligatoria nei luoghi di lavoro pubblici e privati.  È quanto prevede il decreto legge "Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening", approvato dal Consiglio dei ministri il 16 settembre in modo unanime e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21/09/2021.

    Il nuovo decreto-legge n.127 introduce misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening. 

    In particolare, di seguito ci soffermiamo sulle misure di interesse per il lavoro privato.

    Certificazione Verde e lavoro privato - domande e risposte

    A CHI SI APPLICA?

    Sono tenuti a possedere, e ad esibire su richiesta, i Certificati Verdi coloro che svolgano attività lavorativa nel settore privato. Tale obbligo si applica a tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nei luoghi di lavoro del settore privato, anche sulla base di contratti esterni.

    DOVE SI APPLICA?

    Il possesso e l’esibizione, su richiesta, del Certificato Verde sono richiesti per accedere ai luoghi di lavoro.

    Tale disposizione si aggiungere a quelle già vigenti che regolano l'ingresso dei lavoratori in azienda: nel nostro sito è possibile scaricare un modello di informativa all'ingresso .

    E' opportuno affiggere anche cartellonistica informativa in modo da segnalare l'obbligo per chiunque deve accedere ai luoghi, per prestare attività lavorativa: qui un modello di cartello informativo.

    CHI EFFETTUA I CONTROLLI?

    Come per il lavoro pubblico, anche per quello privato sono i datori di lavoro a dover assicurare il rispetto delle prescrizioni. Entro il 15 ottobre devono definire le modalità per l’organizzazione delle verifiche. I controlli saranno effettuati preferibilmente all’accesso ai luoghi di lavoro e, nel caso, anche a campione. I datori di lavoro inoltre, individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento. Gli addetti dovranno essere informati sui contenuti della Certificazione Verde e sulle procedure di verifica implementate in azienda: nel nostro sito è possibile scaricare un modello di incarico per gli addetti alla verifica.

    La verifica deve avvenire con l'applicazione VerificaC19 che è possibile scaricare da questo link: https://www.dgc.gov.it/web/app.html

    Sul sito del governo dedicato alla Certificazione Verde sono riportate anche le FAQ relative al funzionamento dell'applicazione.

    QUALI SONO LE SANZIONI?

    Il decreto prevede che il personale ha l’obbligo del Green Pass e, se comunica di non averlo o ne risulti privo al momento dell’accesso al luogo di lavoro, è considerato assente senza diritto alla retribuzione fino alla presentazione del Certificato Verde. Non ci sono conseguenze disciplinari e si mantiene il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.

    È prevista la sanzione pecuniaria da 600 a 1500 euro per i lavoratori che abbiano avuto accesso violando l’obbligo di Green Pass.

    In caso in cui i controlli da parte dei datori di lavoro non vengano eseguiti oppure in caso di mancata adozione delle misure organizzative di cui sopra, le multe vanno da 400 fino a 1000 euro.

    Per le aziende con meno di 15 dipendenti, è prevista una disciplina volta a consentire al datore di lavoro a sostituire temporaneamente il lavoratore privo di Certificato Verde.

     

     

    Si precisa che attualmente rimangono ancora delle criticità sui dettagli operativi del controllo,  per le quali si attendono provvedimenti chiarificatori. 

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  • Emergenza Coronavirus – I gestori possono richiedere il documento di identità?

    Con la Pubblicazione della Circolare del Ministero dell’Interno del 10 agosto 2021 è stata chiarita la questione relativa alle verifiche da parte dei gestori e titolari, in particolare in merito alla richiesta dell’esibizione del documento di identità, per le attività nelle quali è obbligatorio il possesso della Certificazione verde COVID-19 o Green pass al momento dell’accesso.

    LE VERIFICHE EFFETTUATE DAI TITOLARI O GESTORI

    Il compito affidato ai gestori e ai titolari dall’art. 13 del DPCM 17 giungo 2021 è quello di effettuare due tipologie di verifiche:

    • La verifica del possesso della certificazione verde COVID-19 o Green pass, al momento dell’accesso presso un determinato servizio o attività. Tale compito può essere anche affidato, attraverso un atto formale di incarico, ad altri soggetti presenti nell’attività (es. lavoratori). Leggi la nostra news in merito a chi può effettuare i controlli e con quali strumenti: Attività di controllo;
    • La dimostrazione, da parte del soggetto intestatario della certificazione verde COVID-19, della propria identità personale, mediante l’esibizione di un documento di identità. Tale richiesta può avvenire a richiesta dei verificatori.

    È CONSENTITO RICHIEDERE IL DOCUMENTO DI IDENTITÀ?

    La Circolare del Ministero dell’Interno specifica che, mentre la verifica del possesso della Certificazione verde è un vero e proprio obbligo a carico dei titolari e gestori, la richiesta di esibizione del documento di identità da parte degli intestatari della Certificazione non è inevitabilmente richiesta, in quanto avviene appunto su richiesta dei verificatori in caso di necessità.

    Il documento di identità, quindi, può essere richiesto dai titolari o gestori a loro discrezione, con lo scopo di effettuare un’ulteriore verifica per contrastare casi di abuso o di elusione delle disposizioni e quindi garantire il legittimo possesso della Certificazione. Può essere richiesto, ad esempio, quando appare una possibile incongruenza con i dati anagrafici del Green pass.

    Si ricorda, però, che i controlli anche dell’eventuale Documento di identità, dovranno avvenire nel rispetto della privacy, cioè tutelando la riservatezza del soggetto nei confronti di terzi.

    UN CHIARIMENTO IN MERITO ALLE SANZIONI

    La Circolare specifica, inoltre, che in caso di accertamento della non corrispondenza tra il possessore del Green pass e l’intestatario della stessa, la sanzione sarà applicata solo all’avventore, se non sono riscontrabili palesi responsabilità da parte del gestore o titolare.

     

    Visita la nostra sezione news per trovare tutti gli approfondimenti in merito al Green pass!

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  • Emergenza Coronavirus – Come richiedere la Certificazione per gli esenti alla vaccinazione anti-COVID-19

    È stata pubblicata il 4 agosto 2021 la Circolare del Ministero della Salute in merito all’utilizzo delle certificazioni di esenzione alla vaccinazione anti-COVID-19, di cui si era già accennato nel Decreto-legge dello scorso 23 luglio 2021, per i soggetti che a causa di particolari condizioni mediche non possono ricevere o completare la vaccinazione e quindi ottenere il “Green pass”.

    Come abbiamo visto nella precedente news, la certificazione verde COVID-19 è obbligatoria per l’accesso a determinati servizi e attività e può essere ottenuta, tra le diverse modalità previste, anche attraverso l’effettuazione della vaccinazione anti-COVID-19. 

    COS’È LA CERTIFICAZIONE DI ESENZIONE ALLA VACCINAZIONE ANTI-COVID-19

    La Circolare del 4 agosto 2021 specifica la possibilità di ottenere una particolare certificazione che dimostri l’effettiva esenzione alla vaccinazione anti-SARS-CoV-2 per i soggetti che, a causa di determinate condizioni cliniche, devono omettere o differire tale vaccinazione.

    La certificazione di esenzione è rilasciata in formato cartaceo, ha una validità massima fino al 30 settembre 2021, nell’attesa che sia poi avviata l’emissione digitale della stessa in modo tale da consentire anche la verifica digitale, e non deve contenere altri dati sensibili del soggetto interessato (es. motivazione clinica dell’esenzione).

    È possibile richiedere gratuitamente la certificazione di esenzione al proprio Medico di Medicina Generale o pediatri di Libera Scelta oppure ai medici vaccinatori dei Servizi Sanitari Regionali.

    Con il possesso e l’esibizione della Certificazione di esenzione alla vaccinazione anti-COVID-19 è possibile accedere a tutti i luoghi e servizi per i quali è richiesto il possesso della Certificazione verde COVID-19 o Green pass.

     

    Nella Circolare sono presenti ulteriori specifiche in merito alle controindicazioni e precauzioni.

    Leggi le nostre ultime news sulla Certificazione verde COVID-19:

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