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Servizi per la sicurezza sul lavoro

Sicurezza sul lavoro

LA SICUREZZA COME OBBIETTIVO PRIMARIO

SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO E VALUTAZIONE DEI RISCHI

SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO: un OBBLIGO di legge, una NECESSITA' per la salute dei lavoratori, una CONQUISTA per un paese civile, un MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA' della vita in azienda e della PRODUTTIVITA'.

Redazione e/o aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)

Valutazione dei Rischi per i LUOGHI DI LAVORO, MACCHINARI, ATTREZZATURE, RISCHI SPECIFICI:

  • Valutazione rischio incendio
  • Valutazione rischio esplosione
  • Valutazione rischio chimico
  • Valutazione rischio biologico
  • Valutazione rischi da movimentazione manuale dei carichi
  • Valutazione rischi per lavoratrici madri
  • Valutazione specialistica del rischio rumore
  • Valutazione specialistica del rischio vibrazioni
  • Valutazione rischio amianto
  • Valutazione rischio lavori presso luoghi confinati
  • Valutazione rischio Stress Lavoro-Correlato
  • Valutazione rischio alcol e droghe

Documento Unico per la Valutazione dei Rischi Interferenziali (DUVRI)

Incarico di Responsabile Servizio Prevenzione Protezione (RSPP)

Assistenza al RSPP aziendale

Redazione di Piani di Emergenza aziendali

Documenti di pianificazione delle procedure operative di intervento e gestione delle emergenze

Planimetrie con dotazioni di sicurezza ed istruzioni

Assistenza alle prove di evacuazione

Audit di verifica ambienti di lavoro

Relazione sugli adempimenti di sicurezza

Stima costi interventi di adeguamento norme di sicurezza

Scadenziario adempimenti di sicurezza



MEDICINA DEL LAVORO

  • Nomina di Medico Competente con applicazione del protocollo sanitario;
  • Sopralluoghi aziendali e relazione sulle criticità eventualmente riscontrate;
  • Visite mediche preventive di idoneità alla mansione e visite mediche periodiche;
  • Accertamenti sanitari integrativi (audiometria, spirometria, visiotest etc...);
  • Prelievi e analisi per il rilevamento di abuso di alcol e droghe;
  • Formazione Addetti Primo Soccorso secondo D.M. 388/03 per aziende gruppo A-B-C;
  • Partecipazione alle Riunioni Periodiche di Sicurezza.
  • 24 Nov

    Emergenza Coronavirus – Cosa cambia con il Green Pass rafforzato?

     E' stato approvato ieri dal Consiglio dei Ministri un nuovo decreto-legge che introduce misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali.

    Il testo, non ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale, prevede una serie di misure di contenimento della “quarta ondata” della pandemia Sars-Cov2: vediamo quali sono:

    Obbligo vaccinale e terza dose 

    Viene esteso l’obbligo vaccinale a nuove categorie a decorrere dal 15 dicembre. le nuove categorie sono:

    • personale amministrativo della sanità
    • docenti e personale amministrativo della scuola
    • militari
    • forze di polizia (compresa la polizia penitenziaria), personale del soccorso pubblico.

    L'obbligo vaccinale comprende la terza dose e, in caso di mancato rispetto dell'obbligo non sarà concessa la possibilità di essere adibiti a mansioni diverse.

    Il Governo ha assunto e ha intenzione di assumere in via amministrativa anche altre decisioni:

    • è già consentita la terza dose dopo 5 mesi dalla seconda;
    • aprirà da subito la terza dose per gli under 40;
    • se autorizzate, potranno essere avviate campagne vaccinali per la fascia di età 5-12 anni. 

    Su questi ultimi punti devono essere pubblicati gli atti formali di autorizzazione.

    Modifiche al Green Pass

    Diverse sono le modifiche previste al Green Pass:

    • la durata di validità del Green Pass viene ridotta dagli attuali 12 a 9 mesi
    • l’obbligo di Green Pass viene esteso a ulteriori settori: alberghi; spogliatoi per l’attività sportiva; servizi di trasporto ferroviario regionale e interregionale; servizi di trasporto pubblico locale.

     A decorrere dal 6 dicembre 2021 viene introdotto il Green Pass rafforzato; vale solo per coloro che sono o vaccinati o guariti.

    Il nuovo Certificato verde rafforzato serve per accedere ad attività che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni in zona gialla nei seguenti ambiti: 

    • Spettacoli
    • Spettatori di eventi sportivi
    • Ristorazione al chiuso
    • Feste e discoteche
    • Cerimonie pubbliche

    Si specifica che, per quanto riguarda la ristorazione nelle mense aziendali, è sufficiente il Green Pass "base".

    In caso di passaggio in zona arancione, le ulteriori restrizioni e le limitazioni non scattano per i possessori di Green Pass rafforzato.

    Dal 6 dicembre 2021 e fino al 15 gennaio 2022 è previsto che il Green Pass rafforzato per lo svolgimento delle attività, che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni in zona gialla, debba essere utilizzato anche in zona bianca.

    Il Friuli Venezia Giulia è zona gialla già dal 29/11/2021 (ordinanza del Ministero delle Salute del 26/11/2021)

    Proroga della validità delle certificazioni di esenzione alla vaccinazione

    Con la circolare del 25/11/2021 è stata estesa la validità delle certificazioni di esenzione alla vaccinazione fino al 31/12/2021. Qui il link alla nostra precedente news dove si dettagliano le indicazioni per l'esenzione.

     

    Per maggiori informazioni o dubbi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | tel. 0421 276274

  • 21 Nov

    Emergenza Coronavirus – Consentita la consegna del Green Pass al datore di lavoro da parte dei lavoratori

    In questi giorni è stato approvato dalla Camera il decreto legge di conversione del DL 127/2021 “Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening” ovvero il Decreto che disciplina la Certificazione Verde COVID-19 (Green Pass) nei luoghi di lavoro.

    In fase di conversione sono state apportate diverse modifiche rilevanti per la gestione pratica della vita aziendale: di seguito una sintesi.

    Adesso è possibile la consegna del green pass al datore di lavoro?

    Si. Nel decreto di conversione è stata inserita una modifica che qui si riporta:

    “Al fine di semplificare e razionalizzare le verifiche di cui al presente comma, i lavoratori possono richiedere di consegnare al proprio datore di lavoro copia della propria certificazione verde COVID-19. I lavoratori che consegnano la predetta certificazione, per tutta la durata della relativa validità, sono esonerati dai controlli da parte dei rispettivi datori di lavoro”.

    Tale specifica rende quindi possibile la consegna volontaria del Green Pass al proprio datore di lavoro. Il datore di lavoro dovrà garantire la conservazione di questo dato nel rispetto della privacy.

    Cosa può fare il datore di lavoro?

    • Informare i propri lavoratori di questa modifica legislativa (qui un modello)
    • Comunicare agli incaricati al controllo del Green Pass le persone esonerate dai controlli e fino a quale termine.

    I lavoratori che decideranno di consegnare copia del proprio Green Pass saranno esonerati dai controlli da parte dei rispettivi datori di lavoro. Questa misura facilita i controlli ed è finalizzata a rendere più semplice il controllo circa il possesso del Green Pass soprattutto nei confronti di quei lavoratori che, pur non recandosi in azienda, svolgono attività lavorativa presso terzi o clienti.

    Si sottolinea che permane l’obbligo di controllare il Green Pass per:

    • Coloro che accedono all’azienda per svolgere attività lavorativa in forza di contratti esterni (ovvero coloro che non sono lavoratori dell’azienda ma si recano in azienda per appalti o servizi).
    • I clienti, solamente per le attività per cui è previsto (es. ristorazione al tavolo)

    Il Green Pass scade in orario di lavoro: ci sono sanzioni?

    No. In fase di prima applicazione della normativa sul controllo del Green Pass è stata posta da più parti la domanda “Cosa fare se il green pass scade durante l’orario di lavoro? Il datore di lavoro e/o il lavoratore possono essere sanzionati nel caso in cui sia presente un lavoratore con certificato scaduto durante l’orario di lavoro?

    Il nuovo art. 3-bis del D.L. n. 127/2021 dispone che per i dipendenti pubblici e privati la scadenza della validità della certificazione verde COVID-19 in corso di prestazione lavorativa non dia luogo alle sanzioni previste, rispettivamente, dai commi 7 e 8 dell’art. 9-quinquies e dai commi 8 e 9 dell’art. 9-septies.  Tuttavia, come specificato dalla norma, la permanenza del lavoratore a cui scade il green pass durante l’orario di lavoro è ammissibile e tollerata solo per il periodo di tempo necessario per far sì che possa concludersi il turno di lavoro.

    Formazione e somministrazione: dettagliate le zone d’ombra

    Al fine di chiarire alcune zone d’ombra della normativa, alcune modifiche sono state apportate per quanto riguarda il mondo della formazione e dei lavoratori in somministrazione.

    Per la formazione è stato esplicitato che anche il controllo del Green pass si applica anche ai discenti, ovvero ai frequentanti il corso di formazione.

    Per i lavoratori in somministrazione "la verifica del rispetto delle prescrizioni di cui al comma 1 [possesso del green Pass] compete all’utilizzatore; è onere del somministratore informare i lavoratori circa la sussistenza delle predette prescrizioni"

    Il contratto di sostituzione nelle aziende con meno di 15 dipendenti

    La legge di conversione fornisce anche ulteriori chiarimenti e novità per i datori di lavoro delle aziende private che abbiano meno di quindici dipendenti e per i quali, il comma 7 dell’art. 9-septies del D.L. n. 52 del 22 aprile 2021 prevede la possibilità, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, di sospendere il lavoratore per una durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione.

    Le nuove modifiche di cui al comma 7 dell’art. 3 del D.L. n. 127/2021 stabiliscono, in primo luogo, che i dieci giorni entro cui poter sostituire il lavoratore sospeso in quanto privo del green pass debbano intendersi esclusivamente come giorni lavorativi e, in secondo luogo, che, a differenza di quanto previsto dal decreto oggetto di conversione, la sostituzione non sia rinnovabile una sola volta ma più volte sempre entro il limite attuale imposto per la fine dello stato di emergenza ossia il 31 dicembre 2021.

     

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  • 24 Ott

    Emergenza Coronavirus – La certificazione di esenzione dalla vaccinazione e il Green Pass

     

    In questo primo periodo di applicazione della normativa in materia di Certificazione Verde nei luoghi di lavoro, le aziende si sono trovate a ricevere anche attestazioni di esenzione dalla vaccinazione: quali caratteristiche devono avere questi certificati per essere considerati validi?

    Per accedere ai servizi e alle attività che richiedono un Green Pass, le persone che non possono ricevere o completare la vaccinazione per motivi di salute possono utilizzare una Certificazione di esenzione dalla vaccinazione, rilasciata da

    ·         medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle Aziende ed Enti dei Servizi sanitari regionali

    ·         dai Medici di medicina generale o Pediatri di libera scelta dell’assistito che operano nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-SARS-CoV-2 nazionale.

    Tale certificazione deve essere emessa secondo le modalità e sulla base di precauzioni e controindicazioni definite dalla Circolare Ministero della Salute del 4 agosto 2021.

    Fino a quando è valida la certificazione di esenzione?

    Fino al 30 novembre 2021 (termine prorogato con Circolare del Ministero della Salute del 25 settembre 2021 . Sono validi i certificati di esenzione vaccinali già emessi dai Servizi sanitari regionali sempre fino al 30 novembre.

    Si precisa che non sarà necessario un nuovo rilascio delle certificazioni già emesse, salvo i casi in cui le stesse contengano dati del soggetto interessato, ulteriori rispetto a quelli indicati per la loro compilazione, a carattere sensibile (es. motivazione clinica dell’esenzione).

    Com’è fatta la certificazione di esenzione?

    La Certificazione di esenzione è in formato cartaceo, gratuita e non contiene la motivazione clinica dell’esenzione.

    Le certificazioni dovranno contenere:

    ·         i dati identificativi del soggetto interessato (nome, cognome, data di nascita);

    ·         la dicitura: “soggetto esente alla vaccinazione anti SARS-CoV-2. Certificazione valida per consentire l’accesso ai servizi e attività di cui al comma 1, art. 3 del DECRETO-LEGGE 23 luglio 2021, n 105;

    ·         la data di fine di validità della certificazione, utilizzando la seguente dicitura "certificazione valida fino al _________” (indicare la data, al massimo fino al 30 novembre 2021);

    ·         Dati relativi al Servizio vaccinale della Aziende ed Enti del Servizio Sanitario Regionale in cui opera come vaccinatore COVID-19 (denominazione del Servizio – Regione);

    ·         Timbro e firma del medico certificatore (anche digitale);

    ·         Numero di iscrizione all’ordine o codice fiscale del medico certificatore.

    Come deve comportarsi l’attività in cui accede una persona in possesso di certificazione di esenzione?

    L’azienda deve prendere visione della certificazione di esenzione senza trattenerne copia o altra documentazione. Potrà essere verificata la corrispondenza della certificazione ai punti sopra indicati e il riscontro dell’identità del possessore del certificato attraverso la richiesta di un documento di identità.

    Si attende la trasformazione di queste certificazioni cartacee in QR code in modo da facilitare la verifica della loro validità con l’App verifica C19, come per gli altri casi di Certificazione Verde.

    Si ricorda che, la fonte ufficiale dove è possibile reperire tutte le informazioni corrette ed aggiornate è il sito del Governo dedicato alla Certificazione Verde (https://www.dgc.gov.it).  Per maggiori informazioni o dubbi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | tel. 0421 276274

  • 11 Ott

    Emergenza Coronavirus – Il controllo del Green Pass nei luoghi di lavoro

    Con la pubblicazione del decreto-legge 127 del 21/09/2021 è stata introdotta la necessità di possedere, ed esibire su richiesta, il green pass per svolgere attività lavorativa.

    Riepiloghiamo brevemente gli obblighi dei datori di lavoro:

    1. Informare i lavoratori e chiunque acceda in azienda dell’obbligo di possedere ed esibire il Green Pass
    2. Individuare i soggetti incaricati del controllo
    3. Predisporre delle modalità operative / procedurali per l’esecuzione delle verifiche.

    Per approfondimenti sui punti 1 e 2 si rimanda alla precedente news.

    L’informativa ai lavoratori dell’azienda, e a quelli che vi accedono in forza di un contratto esterno, può essere resa attraverso:

    Gli incaricati del controllo del Green Pass in azienda devono essere formalmente nominati: è possibile scaricare qui un modello di nomina.

    La definizione di una procedura per l’effettuazione dei controlli sul possesso della certificazione Verde attraverso l’uso dell’App Verifica C19 è un aspetto centrale delle disposizioni di legge. A questo link è possibile scaricare un modello di procedura che dovrà essere personalizzato con l’indicazione delle specifiche modalità messe in atto in azienda: scarica qui il modello di procedura.

    L’incaricato alle verifiche potrà registrare l’effettuazione dei controlli con un apposito registro (già allegato al modello di procedura).

    Domande e risposte in materia di controllo del Green Pass

    Si riepilogano qui di seguito alcune risposte ai quesiti pratici posti più di frequente.

    Il lavoratore non ha il green pass ma chiede di accedere esibendo il certificato della prima dose della vaccinazione che ha effettuato qualche giorno fa: può accedere in azienda?

    No, la legge richiede il possesso della Certificazione Verde e il datore di lavoro, o un suo incaricato, è tenuto a controllare quel documento e non altri.

    Inoltre, la Certificazione verde COVID-19 per vaccinazione (prima dose) viene generata automaticamente dalla Piattaforma nazionale-DGC dopo 12 giorni dalla somministrazione ed è valida dal 15° giorno dal vaccino fino alla data della seconda dose. La Certificazione dopo la seconda dose verrà rilasciata entro 24/48 ore dalla seconda somministrazione e sarà valida per 12 mesi. Casi particolari riguardano i guariti dal COVID (si rimanda alla pagina ufficiale del governo per tutti i dettagli https://www.dgc.gov.it/web/faq.html )

    Ho un’attività di parrucchiera: devo controllare il Green Pass anche ai clienti?

    No, l’obbligo di Green Pass vige solamente per colore che accedono ai luoghi di lavoro per attività lavorativa (o di formazione o di volontariato…).

    Se l’azienda intende effettuare il controllo a campione, come deve organizzarsi?

    La norma non fornisce indicazioni precise ma è ragionevole ritenere che il controllo a campione debba essere fatto su un campione significativo dei lavoratori presenti in azienda e in modo tale che vi sia rotazione tra i soggetti controllati, al fine di controllare in maniera omogenea tutto il personale. Anche il controllo a campione deve essere quotidiano, come indicato dalle interpretazioni più recenti.

    E’ possibile tenere in azienda copie dei Green Pass dei lavoratori o registrare le date di scadenza degli stessi?

    No, la normativa sulla privacy non consente al datore di lavoro di trattare questi dati.

    E’ possibile chiedere preventivamente ai lavoratori se possiedono o meno il Green Pass?

    Si, Il DL “Capienze” 139 del 8/10/2021 ha inserito esplicitamente la seguente precisazione:

    In caso di richiesta da parte del datore di lavoro, derivante da specifiche esigenze organizzative volte a garantire l'efficace programmazione del lavoro, i lavoratori sono tenuti a rendere le comunicazioni di cui al comma 6 dell'articolo 9-quinquies e al comma 6 dell'articolo 9-septies [possesso del Green Pass] con un preavviso necessario a soddisfare le predette esigenze organizzative.

    Tale precisazione rende possibile da parte de datore di lavoro la richiesta di comunicare il possesso/non possesso della Certificazione verde COVID-19 valida per accedere ai luoghi di lavoro. La richiesta, e la conseguente risposta, dovranno essere effettuate in forma scritta e non dovrà essere inviata alcun documento (es. Green Pass, certificato di vaccinazione…).

    Si evidenzia che, tale prassi, finalizzata a rendere possibile l’organizzazione aziendale, non esclude l’obbligo di verifica e controllo del possesso di Green Pass da parte del datore di lavoro. 

    E' necessario modificare il Protocollo COVID?

    La procedura di controllo è un documento a sè stante che non implica una revisione del Protocollo.

     

     

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  • 27 Set

    Emergenza Coronavirus – Prime indicazioni sul Green Pass nei luoghi di lavoro

    Con la pubblicazione del decreto-legge 127 del 21/09/2021 è stata introdotta la necessità di possedere ed esibire su richiesta, il green pass per svolgere attività lavorativa.

    Nel sito del Governo sono state pubblicate le prime indicazioni alla sezione FAQ.

    Si riportano qui di seguito le principali delucidazioni fornite dall’autorità pubblica per il lavoro in ambito privato:

    • I Clienti che ricevono in casa un idraulico, un elettricista o un altro tecnico dovranno controllare il green pass? No, in quanto non sono datori di lavoro ma stanno acquistando servizi. Resta fermo che è loro facoltà chiedere l’esibizione del green pass.
    • I privati potranno avere piattaforme per i controlli analoghe a quelle della scuola e del pubblico impiego? Al momento non sono previste piattaforme analoghe; se ne potrà verificare in seguito la realizzabilità da un punto di vista tecnico ed eventualmente modificare il DPCM che disciplina le modalità di verifica.
    • Chi controlla il libero professionista? E il titolare di un'azienda che opera al suo interno? Il libero professionista quando accede nei luoghi di lavoro pubblici o privati per lo svolgimento della propria attività lavorativa viene controllato dai soggetti previsti dal decreto-legge n. 127 del 2021. Il titolare dell’azienda che opera al suo interno viene controllato dal soggetto individuato per i controlli all’interno dell’azienda.
    • Il datore di lavoro della colf o della badante è tenuto a verificare che la dipendente abbia il green pass? Sì.
    • Chi lavora sempre in smart working deve avere il green pass? No, perché il green pass serve per accedere ai luoghi di lavoro. In ogni caso lo smart working non può essere utilizzato allo scopo di eludere l’obbligo di green pass. 
    • Visto l’obbligo del green pass, nelle aziende si potrà derogare alla regola del metro di distanziamentoNo, il green pass non fa venir meno le regole di sicurezza previste da linee guida e protocolli vigenti. 
    • Le aziende che effettueranno controlli a campione sul personale potranno incorrere in delle sanzioni nel caso in cui un controllo delle autorità dovesse riscontrare la presenza di lavoratori senza green pass? No, a condizione che i controlli siano stati effettuati nel rispetto di adeguati modelli organizzativi come previsto dal decreto-legge n. 127 del 2021.

    Si precisa che attualmente rimangono ancora delle criticità, per le quali si attendono ulteriori provvedimenti chiarificatori. 

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  • 17 Set

    Emergenza Coronavirus – Green Pass obbligatorio nei luoghi di lavoro

    Dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre 2021, attuale termine di cessazione dello stato di emergenza, la Certificazione verde Covid-19 (o green pass) sarà obbligatoria nei luoghi di lavoro pubblici e privati.  È quanto prevede il decreto legge "Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening", approvato dal Consiglio dei ministri il 16 settembre in modo unanime e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21/09/2021.

    Il nuovo decreto-legge n.127 introduce misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening. 

    In particolare, di seguito ci soffermiamo sulle misure di interesse per il lavoro privato.

    Certificazione Verde e lavoro privato - domande e risposte

    A CHI SI APPLICA?

    Sono tenuti a possedere, e ad esibire su richiesta, i Certificati Verdi coloro che svolgano attività lavorativa nel settore privato. Tale obbligo si applica a tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nei luoghi di lavoro del settore privato, anche sulla base di contratti esterni.

    DOVE SI APPLICA?

    Il possesso e l’esibizione, su richiesta, del Certificato Verde sono richiesti per accedere ai luoghi di lavoro.

    Tale disposizione si aggiungere a quelle già vigenti che regolano l'ingresso dei lavoratori in azienda: nel nostro sito è possibile scaricare un modello di informativa all'ingresso .

    E' opportuno affiggere anche cartellonistica informativa in modo da segnalare l'obbligo per chiunque deve accedere ai luoghi, per prestare attività lavorativa: qui un modello di cartello informativo.

    CHI EFFETTUA I CONTROLLI?

    Come per il lavoro pubblico, anche per quello privato sono i datori di lavoro a dover assicurare il rispetto delle prescrizioni. Entro il 15 ottobre devono definire le modalità per l’organizzazione delle verifiche. I controlli saranno effettuati preferibilmente all’accesso ai luoghi di lavoro e, nel caso, anche a campione. I datori di lavoro inoltre, individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento. Gli addetti dovranno essere informati sui contenuti della Certificazione Verde e sulle procedure di verifica implementate in azienda: nel nostro sito è possibile scaricare un modello di incarico per gli addetti alla verifica.

    La verifica deve avvenire con l'applicazione VerificaC19 che è possibile scaricare da questo link: https://www.dgc.gov.it/web/app.html

    Sul sito del governo dedicato alla Certificazione Verde sono riportate anche le FAQ relative al funzionamento dell'applicazione.

    QUALI SONO LE SANZIONI?

    Il decreto prevede che il personale ha l’obbligo del Green Pass e, se comunica di non averlo o ne risulti privo al momento dell’accesso al luogo di lavoro, è considerato assente senza diritto alla retribuzione fino alla presentazione del Certificato Verde. Non ci sono conseguenze disciplinari e si mantiene il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.

    È prevista la sanzione pecuniaria da 600 a 1500 euro per i lavoratori che abbiano avuto accesso violando l’obbligo di Green Pass.

    In caso in cui i controlli da parte dei datori di lavoro non vengano eseguiti oppure in caso di mancata adozione delle misure organizzative di cui sopra, le multe vanno da 400 fino a 1000 euro.

    Per le aziende con meno di 15 dipendenti, è prevista una disciplina volta a consentire al datore di lavoro a sostituire temporaneamente il lavoratore privo di Certificato Verde.

     

     

    Si precisa che attualmente rimangono ancora delle criticità sui dettagli operativi del controllo,  per le quali si attendono provvedimenti chiarificatori. 

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  • 11 Ago

    Emergenza Coronavirus – I gestori possono richiedere il documento di identità?

    Con la Pubblicazione della Circolare del Ministero dell’Interno del 10 agosto 2021 è stata chiarita la questione relativa alle verifiche da parte dei gestori e titolari, in particolare in merito alla richiesta dell’esibizione del documento di identità, per le attività nelle quali è obbligatorio il possesso della Certificazione verde COVID-19 o Green pass al momento dell’accesso.

    LE VERIFICHE EFFETTUATE DAI TITOLARI O GESTORI

    Il compito affidato ai gestori e ai titolari dall’art. 13 del DPCM 17 giungo 2021 è quello di effettuare due tipologie di verifiche:

    • La verifica del possesso della certificazione verde COVID-19 o Green pass, al momento dell’accesso presso un determinato servizio o attività. Tale compito può essere anche affidato, attraverso un atto formale di incarico, ad altri soggetti presenti nell’attività (es. lavoratori). Leggi la nostra news in merito a chi può effettuare i controlli e con quali strumenti: Attività di controllo;
    • La dimostrazione, da parte del soggetto intestatario della certificazione verde COVID-19, della propria identità personale, mediante l’esibizione di un documento di identità. Tale richiesta può avvenire a richiesta dei verificatori.

    È CONSENTITO RICHIEDERE IL DOCUMENTO DI IDENTITÀ?

    La Circolare del Ministero dell’Interno specifica che, mentre la verifica del possesso della Certificazione verde è un vero e proprio obbligo a carico dei titolari e gestori, la richiesta di esibizione del documento di identità da parte degli intestatari della Certificazione non è inevitabilmente richiesta, in quanto avviene appunto su richiesta dei verificatori in caso di necessità.

    Il documento di identità, quindi, può essere richiesto dai titolari o gestori a loro discrezione, con lo scopo di effettuare un’ulteriore verifica per contrastare casi di abuso o di elusione delle disposizioni e quindi garantire il legittimo possesso della Certificazione. Può essere richiesto, ad esempio, quando appare una possibile incongruenza con i dati anagrafici del Green pass.

    Si ricorda, però, che i controlli anche dell’eventuale Documento di identità, dovranno avvenire nel rispetto della privacy, cioè tutelando la riservatezza del soggetto nei confronti di terzi.

    UN CHIARIMENTO IN MERITO ALLE SANZIONI

    La Circolare specifica, inoltre, che in caso di accertamento della non corrispondenza tra il possessore del Green pass e l’intestatario della stessa, la sanzione sarà applicata solo all’avventore, se non sono riscontrabili palesi responsabilità da parte del gestore o titolare.

     

    Visita la nostra sezione news per trovare tutti gli approfondimenti in merito al Green pass!

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  • 04 Ago

    Emergenza Coronavirus – Come richiedere la Certificazione per gli esenti alla vaccinazione anti-COVID-19

    È stata pubblicata il 4 agosto 2021 la Circolare del Ministero della Salute in merito all’utilizzo delle certificazioni di esenzione alla vaccinazione anti-COVID-19, di cui si era già accennato nel Decreto-legge dello scorso 23 luglio 2021, per i soggetti che a causa di particolari condizioni mediche non possono ricevere o completare la vaccinazione e quindi ottenere il “Green pass”.

    Come abbiamo visto nella precedente news, la certificazione verde COVID-19 è obbligatoria per l’accesso a determinati servizi e attività e può essere ottenuta, tra le diverse modalità previste, anche attraverso l’effettuazione della vaccinazione anti-COVID-19. 

    COS’È LA CERTIFICAZIONE DI ESENZIONE ALLA VACCINAZIONE ANTI-COVID-19

    La Circolare del 4 agosto 2021 specifica la possibilità di ottenere una particolare certificazione che dimostri l’effettiva esenzione alla vaccinazione anti-SARS-CoV-2 per i soggetti che, a causa di determinate condizioni cliniche, devono omettere o differire tale vaccinazione.

    La certificazione di esenzione è rilasciata in formato cartaceo, ha una validità massima fino al 30 settembre 2021, nell’attesa che sia poi avviata l’emissione digitale della stessa in modo tale da consentire anche la verifica digitale, e non deve contenere altri dati sensibili del soggetto interessato (es. motivazione clinica dell’esenzione).

    È possibile richiedere gratuitamente la certificazione di esenzione al proprio Medico di Medicina Generale o pediatri di Libera Scelta oppure ai medici vaccinatori dei Servizi Sanitari Regionali.

    Con il possesso e l’esibizione della Certificazione di esenzione alla vaccinazione anti-COVID-19 è possibile accedere a tutti i luoghi e servizi per i quali è richiesto il possesso della Certificazione verde COVID-19 o Green pass.

     

    Nella Circolare sono presenti ulteriori specifiche in merito alle controindicazioni e precauzioni.

    Leggi le nostre ultime news sulla Certificazione verde COVID-19:

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  • 02 Ago

    OT23 INAIL: pubblicati gli interventi ammessi per richiedere lo sconto di tariffa per l'anno 2022

    È stato pubblicato dall’INAIL pochi giorni fa il nuovo modello di domanda OT23 per la riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione per l’anno 2022. Il modulo riguarda gli interventi per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, aggiuntivi a quelli previsti dalla normativa cogente, che sono messi in atto dalle aziende durante l’anno precedente alla presentazione della domanda. 

    COME FUNZIONA?

    Per accedere alla riduzione per l’anno 2022 è necessario effettuare nell’anno 2021 degli interventi di miglioramento del livello di salute e sicurezza tra quelli definiti dall’INAIL e presentare l’apposita domanda, unitamente alla documentazione probante richiesta. La pratica deve essere presentata in modalità telematica (portale INAIL) entro il 28 febbraio 2022.

    Ad ogni intervento migliorativo è associato uno specifico punteggio ed è necessario raggiungere la somma di almeno 100 punti per poter accedere alla domanda di riduzione del tasso medio. 

    QUALI SONO I POSSIBILI INTERVENTI MIGLIORATIVI?

    Nel modello pubblicato dall’INAIL sono indicate le sezioni e gli interventi di miglioramento considerati validi per presentare la domanda:

    SEZIONE INTERVENTO
    A  PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI MORTALI   (NON STRADALI) A-1  Ambienti confinati e/o sospetti di inquinamento
    A-2  Prevenzione del rischio di caduta dall’alto
    A-3  Sicurezza macchine e trattori
    A-4  Prevenzione del rischio elettrico
    A-5  Prevenzione dei rischi da punture di insetto
    B  PREVENZIONE DEL RISCHIO STRADALE    
    C  PREVENZIONE DELLE MALATIE PROFESSIONALI C-1  Prevenzione del rischio rumore
    C-2  Prevenzione del rischio chimico
    C-3  Prevenzione del rischio radon
    C-4  Prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici
    C-5  Promozione della salute
    C-6  Prevenzione del rischio microclimatico
    D  FORMAZIONE, ADDESTRAMENTO,     INFORMAZIONE    
    E  GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA:     
       MISURE  ORGANIZZATIVE
       
    F  GESTIONE DELLE EMERGENZE E DPI    

     

    Per ogni tipologia di intervento l'INAIL indica una serie di documenti da presentare per giustificare l'esecuzione dell'intervento migliorativo: vediamo un esempio.

    Intervento C1 - Prevenzione del rischio rumore

    C-1.2 - L’azienda ha insonorizzato uno o più ambienti di lavoro

    L'azienda che effettuata questo genere di interventi nell'anno 2021 dovrà darne evidenza a febbraio 2022 con la seguente documentazione probante:

    • Relazione tecnica dell’intervento di insonorizzazione
    • Fatture comprovanti la realizzazione dell’intervento nell’anno 2021
    • Indagine fonometrica ante e post intervento ai sensi dell’art. 190 del d.lgs. 81/08

    Il nostro Studio offre il servizio di assistenza per la presentazione della domanda di riduzione del tasso medio per prevenzione e per la predisposizione della documentazione (es. indagini fonometriche, formazione,...).
    Per maggior informazioni e per verificare se la tua azienda può richiedere lo sconto contattaci: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  | Tel. 0421 276274 

  • 30 Lug

    Emergenza Coronavirus – Le attività di controllo della certificazione verde COVID-19

    A seguito dell’approvazione del Decreto-legge n. 105 del 23/07/2021 che impone l’obbligo del possesso della certificazione verde o “green pass” per accedere dal 6 agosto 2021 a determinati servizi ed attività (vedi la nostra ultima news COS’È LA CERTIFICAZIONE VERDE), riassumiamo in questo articolo le questioni operative, relative alle attività di controllo: Chi può effettuare i controlli? Con quali strumenti deve essere effettuata tale verifica?

    CHI EFFETTUA L’ATTIVITÀ DI CONTROLLO: POSSIBILITÀ DI INCARICO

    Come abbiamo già visto, la verifica del possesso della certificazione verde COVID-19 al momento dell’accesso presso un servizio o un’attività tra quelle elencate del decreto, spetta al titolare o al gestore di tale servizio o attività. Il DPCM 17/06/2021 all’art. 13 co. 2, specifica i soggetti che sono deputati alla verifica del possesso della certificazione:

    • Soggetti titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi;
    • Il proprietario o il legittimo detentore di luoghi o locali presso i quali si svolgono eventi e attività per cui è previsto il green pass;
    • I gestori delle strutture che erogano prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio assistenziali per cui è previsto il green pass.

    Non tutti le persone che lavorano all’interno di un’attività, quindi, possono effettuare i controlli ma vi è la possibilità, come specificato nello stesso articolo del DPCM 17/06/2021, di demandare il ruolo di “controllore” ad un delegato con uno specifico incarico. I soggetti elencati sopra, infatti, possono incaricare uno o più soggetti ad effettuare le verifiche del possesso della certificazione verde, mediante un atto formale che riporti anche le necessarie istruzioni sull’esercizio di tali attività di verifica.

    Se il titolare o il gestore vogliono, quindi, incaricare il proprio personale ad effettuare le attività di controllo, sarà necessario elaborare un documento formale di incarico scritto, che contenga anche le istruzioni operative con le quali effettuare le verifiche.

    Scarica qui il nostro modello di incarico per la verifica delle certificazioni verdi COVID-19: QUI.

    COME EFFETTUARE LA VERIFICA DELLA CERTIFICAZIONE

    La verifica della certificazione verde è effettuata attraverso la lettura del QR Code, esclusivamente mediante l’utilizzo dell’applicazione “VerificaC19” su un dispositivo dedicato, all’ingresso dell’attività. L’applicazione permette di verificare l’autenticità, la validità e l’integrità della certificazione, di conoscere le generalità del soggetto ma senza rendere visibili le informazioni relative all’emissione e quindi nel rispetto della Privacy.

    Il soggetto intestatario del green pass, in caso di richiesta da parte del soggetto incaricato della verifica, dovrà anche presentare un idoneo documento d’identità.

    Si ricorda che le attività di controllo devono avvenire senza conservare i dati relativi alla verifica, quindi non deve essere redatto alcun elenco scritto o raccolta dati relativi ai soggetti che accedono al servizio o all’attività, e non deve essere formulata nessuna richiesta di copia del pass.

    CARTELLI E INFORMAZIONE AI CLIENTI

    Scarica i nostri modelli di cartelli con l’obbligo di possesso della certificazione verde COVID-19 per l’accesso ai luoghi:

    Se hai un'attività turistica o ricettiva e sono presenti dei clienti o degli ospiti di un'altra nazionalità, scarica anche i nostri cartelli in lingua inglese:

    COSA DEVE FARE IL DATORE DI LAVORO IN CONCRETO?

    Riassumiamo, di seguito, quali sono le attività che il datore di lavoro di un’attività obbligata dovrebbe svolgere in merito al green pass:

    • Affiggere un cartello che indichi, per le attività soggette, l’obbligo di possedere la certificazione verde all’ingresso, definendo le aree per le quali è richiesto;
    • Dotarsi dell’apposita applicazione VerificaC19 per controllare la validità e il possesso della certificazione ove richiesto;
    • Incaricare attraverso un apposito atto scritto il personale addetto ad effettuare le attività di controllo delle certificazioni all’accesso.

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