Emergenza Coronavirus - Il datore di lavoro può chiedere conferma ai propri dipendenti dell’avvenuta vaccinazione?

Emergenza Coronavirus - Il datore di lavoro può chiedere conferma ai propri dipendenti dell’avvenuta vaccinazione?

Il Garante per la protezione dei Dati Personali si espresso in merito alle vaccinazione dei dipendenti, attraverso delle FAQ pubblicate sul sito del Garante per la Privacy, al fine di fornire indicazioni utili alle imprese, enti e amministrazioni pubbliche per applicare correttamente la disciplina della protezione dei dati personali e quindi prevenire trattamenti illeciti.

QUALI SONO LE RISPOSTE DEL GARANTE IN MERITO ALLE VACCINAZIONI?

Si riportano di seguito le FAQ del Garante per la Privacy in merito alle vaccinazioni in ambito lavorativo:

  1. D: “Il datore di lavoro può chiedere conferma ai propri dipendenti dell’avvenuta vaccinazione?”
    R:
    NO. Il datore di lavoro non può chiedere ai propri dipendenti di fornire informazioni sul proprio stato vaccinale o copia di documenti che comprovino l‘avvenuta vaccinazione anti Covid-19.
    Ciò non è consentito dalle disposizioni dell’emergenza e dalla disciplina in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il datore di lavoro non può considerare lecito il trattamento dei dati relativi alla vaccinazione sulla base del consenso dei dipendenti, non potendo il consenso costituire in tal caso una valida condizione di liceità in ragione dello squilibrio del rapporto tra titolare e interessato nel contesto lavorativo (considerando 43 del Regolamento).”
    ;
  2. D: “Il datore di lavoro può chiedere al medico competente i nominativi dei dipendenti vaccinati?”
    R:
    NO. Il medico competente non può comunicare al datore di nominativi dei dipendenti vaccinati. Solo il medico competente può infatti trattare i dati sanitari dei lavoratori e tra questi, se del caso, le informazioni relative alla vaccinazione, nell’ambito della sorveglianza sanitaria e in sede di verifica dell’idoneità alla mansione specifica. Il datore di lavoro può invece acquisire, in base al quadro normativo vigente, i soli giudizi di idoneità alla mansione specifica e le eventuali prescrizioni e/o limitazioni in essi riportati.”;
  3. D: “La vaccinazione anti Covid-19 dei dipendenti può essere richiesta come condizione per l’accesso ai luoghi di lavoro e per lo svolgimento di determinate mansioni (ad es. in ambito sanitario)?”
    R:Nell’attesa di un intervento del legislatore nazionale che, nel quadro della situazione epidemiologica in atto e sulla base delle evidenze scientifiche, valuti se porre la vaccinazione anti Covid-19 come requisito per lo svolgimento di determinate professioni, attività lavorative e mansioni, allo stato, nei casi di esposizione diretta ad “agenti biologici” durante il lavoro, come nel contesto sanitario che comporta livelli di rischio elevati per i lavoratori e per i pazienti, trovano applicazione le “misure speciali di protezione” previste per taluni ambienti lavorativi
    In tale quadro solo il medico competente, nella sua funzione di raccordo tra il sistema sanitario nazionale/locale e lo specifico contesto lavorativo e nel rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie anche in merito all’efficacia e all’affidabilità medico-scientifica del vaccino, può trattare i dati personali relativi alla vaccinazione dei dipendenti e, se del caso, tenerne conto in sede di valutazione dell’idoneità alla mansione specificaIl datore di lavoro dovrà invece limitarsi ad attuare le misure indicate dal medico competente nei casi di giudizio di parziale o temporanea inidoneità alla mansione cui è adibito il lavoratore.
    ”.

Il Garante per la Privacy spiega, quindi, che il Datore di Lavoro non può acquisire, neanche con il consenso del dipendente o tramite il medico competente, i nominativi del personale vaccinato o copia di avvenute vaccinazioni.

Solo il medico competente, in base alla sua funzione, può trattare i dati personali relativi alla vaccinazione dei dipendenti, mentre il datore di lavoro deve limitarsi ad attuare e organizzare le misure indicate dal medico competente nei casi di giudizio di parziale o temporanea inidoneità, acquisibili dal datore di lavoro.

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