MOVIMENTI RIPETITIVI AL LAVORO: UN RISCHIO DA NON SOTTOVALUTARE

building 1080594 1920Secondo quanto evidenziato dalle statistiche INAIL, le malattie professionali del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo risultano al primo posto tra le malattie professionali denunciate nel 2014, con oltre 35.000 casi in tutta Italia.

In particolare, oltre alla movimentazione manuale dei carichi, anche i movimenti ripetitivi contribuiscono a determinare le malattie professionali del sistema muscolo scheletrico. Tali movimenti si caratterizzano per la rapidità delle azioni e, molto spesso, per la scarsità di tempi di recupero (pause) e l’alta ripetitività.

Per tale ragione è importante valutare attentamente anche il rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori utilizzando, per esempio, il metodo OCRA. Attraverso questa metodologia di valutazione vengono presi in esame diversi fattori tra cui:

- la frequanza dell'azione;

- il tipo di movimento eseguito e con quale distretto (spalla, gomito, polso/ mano, dita);

- l’utilizzo o meno di forza;

- la ripetitività dell’azione;

- la presenza di tempi di recupero (pause);

- la presenza di fattori complementari che possono determinare un aggravante della situazione lavorativa (per esempio l’utilizzo di strumenti vibranti).

A conclusione del processo di valutazione potrebbero diventare necessari alcuni provvedimenti per diminuire il valore di rischio ottenuto. Tra i provvedimenti fondamentali emerge la necessità di sottoporre i lavoratori a sorveglianza sanitaria.