Visite mediche lavoratori: retribuite come ore di lavoro?

doctor 1228629 1920L’attuale Interpello n. 14/2016 del 25 ottobre 2016, ha per oggetto la “risposta al quesito in merito agli oneri delle visite mediche ex art. 41 del d.lgs. n. 81/2008”.

L'unione sindacale di base(USB) ha richiesto il parere della Commissione Interpelli in merito ai seguenti quesiti:

  1. ‘su quale soggetto devono ricadere gli oneri economici inerenti il trasporto dei lavoratori, con mezzo privato o pubblico, nel percorso, quando non può essere coperto a piedi, dalla casa di cura indicata dal Medico Competente per espletare gli esami clinici e biologici e le indagini diagnostiche previste dall’art. 41, comma 4, primo periodo, complementari alle visite mediche periodiche previste dalla normativa in oggetto, al luogo ove abitualmente svolgono la propria attività lavorativa’;
  2. ‘se il tempo impiegato dal lavoratore per spostarsi dalla casa di cura indicata dal medico competente ... al luogo nel quale lo stesso lavoratore esplica abitualmente l’attività lavorativa deve essere considerato orario di lavoro’”.

Di seguito le premesse fatte dalla Commissione:

  1. l’art. 18, comma 1, lettera g) del d.lgs. n. 81/2008 “stabilisce un obbligo in capo al datore di lavoro e al dirigente di ‘inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria...’.
  2. Il comma 1, lettera bb) del medesimo art. 18 prevede che il datore di lavoro vigili ‘affinché i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità”.

L'art. 41, comma 4, del d.lgs. n. 81/2008 stabilisce che ‘le visite mediche di cui al comma 2, a cura e spese del datore di lavoro, comprendono gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio ritenuti necessari dal medico competente...’.

In conclusione i costi relativi alle visite mediche “non possono comportare oneri economici per il lavoratore (compresi i costi di eventuali spostamenti che siano necessari) ed il tempo impiegato per sottoporsi alla sorveglianza sanitaria, compreso lo spostamento, deve essere considerato orario di lavoro”.