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Servizi per la sicurezza sul lavoro

Sicurezza sul lavoro

LA SICUREZZA COME OBBIETTIVO PRIMARIO

SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO E VALUTAZIONE DEI RISCHI

SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO: un OBBLIGO di legge, una NECESSITA' per la salute dei lavoratori, una CONQUISTA per un paese civile, un MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA' della vita in azienda e della PRODUTTIVITA'.

Redazione e/o aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)

Valutazione dei Rischi per i LUOGHI DI LAVORO, MACCHINARI, ATTREZZATURE, RISCHI SPECIFICI:

  • Valutazione rischio incendio
  • Valutazione rischio esplosione
  • Valutazione rischio chimico
  • Valutazione rischio biologico
  • Valutazione rischi da movimentazione manuale dei carichi
  • Valutazione rischi per lavoratrici madri
  • Valutazione specialistica del rischio rumore
  • Valutazione specialistica del rischio vibrazioni
  • Valutazione rischio amianto
  • Valutazione rischio lavori presso luoghi confinati
  • Valutazione rischio Stress Lavoro-Correlato
  • Valutazione rischio alcol e droghe

Documento Unico per la Valutazione dei Rischi Interferenziali (DUVRI)

Incarico di Responsabile Servizio Prevenzione Protezione (RSPP)

Assistenza al RSPP aziendale

Redazione di Piani di Emergenza aziendali

Documenti di pianificazione delle procedure operative di intervento e gestione delle emergenze

Planimetrie con dotazioni di sicurezza ed istruzioni

Assistenza alle prove di evacuazione

Audit di verifica ambienti di lavoro

Relazione sugli adempimenti di sicurezza

Stima costi interventi di adeguamento norme di sicurezza

Scadenziario adempimenti di sicurezza



MEDICINA DEL LAVORO

  • Nomina di Medico Competente con applicazione del protocollo sanitario;
  • Sopralluoghi aziendali e relazione sulle criticità eventualmente riscontrate;
  • Visite mediche preventive di idoneità alla mansione e visite mediche periodiche;
  • Accertamenti sanitari integrativi (audiometria, spirometria, visiotest etc...);
  • Prelievi e analisi per il rilevamento di abuso di alcol e droghe;
  • Formazione Addetti Primo Soccorso secondo D.M. 388/03 per aziende gruppo A-B-C;
  • Partecipazione alle Riunioni Periodiche di Sicurezza.
  • 06 Feb

    RLS: OBBLIGO COMUNICAZIONE TELEMATICA ALL'INAIL

    ballot 1294935 1280Secondo quanto stabilito dal comma 2 dell’ Art. 47 del Decreto Legislativo 81/2008 tutte le aziende, o unità produttive, devono eleggere o designare il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

    Può essere eletto un RLS interno tra i lavoratori (CASO 1) oppure, per mancanza di candidati, è possibile ricorrere all’assegnazione di un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale RLST (CASO 2).

     

    CASO 1 – RLS INTERNO

    Le aziende che hanno proceduto all’elezione/designazione del RLS interno nel 2017, devono provvedere alla comunicazione telematica del nominativo all’INAIL entro il 31/03/2018; tale comunicazione esprime la situazione in essere al 31 dicembre dell’anno precedente.

    Dopo la prima comunicazione, i Datori di Lavoro non sono tenuti a ripetere la comunicazione con cadenza annuale, ma solo in caso di nuova nomina o designazione.

    Nota: in caso di elezione del RLS antecedente al 2017 e di mancata comunicazione del nominativo all’INAIL contattateci all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o al 0421/276274.

    Ricordiamo che la sanzione prevista dal Testo Unico in caso di mancata comunicazione del nominativo dell’RLS all’INAIL va da 50 a 300 euro.

    Nella sezione download è disponibile la modulistica per l'elezione dell'RLS e per la designazione dell'RLS.

     

    CASO 2 – RLST

    Nel caso di mancata elezione dell’RLS interno (per mancata candidatura) è necessario provvedere alla richiesta del Rappresentante per la Sicurezza Territoriale agli enti bilaterali di riferimento (in questo caso non è necessario provvedere alla comunicazione del nominativo del RLST all’INAIL). Consigliamo di chiedere conferma al proprio consulente del lavoro sull’invio della richiesta di RLST. Al seguente link potete scaricare il modello per la richiesta.

     Nella sezione download è disponibile la modulistica per la richiesta di assegnazione di un RLST.

     

    Per maggiori informazioni contattaci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • 01 Feb

    Alternanza scuola lavoro: disposizioni sicurezza D.Lgs. 81/2008

    In data 5 gennaio 2018 è entrato in vigore il decreto 3 novembre 2017 n. 195, il quale definisce le modalità di applicazione agli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro delle disposizioni in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni.

    Di seguito, un estratto del decreto con i punti di maggiore interesse:

    _______

    Art. 1. Finalità

    1. Il presente regolamento definisce la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro (d’ora in avanti denominata alternanza), allo scopo di dare ai medesimi studenti l’opportunità di conoscere ambiti professionali, contesti lavorativi e della ricerca, utili a conseguire e integrare le competenze curriculari, al fine di motivarli e orientarli a scelte consapevoli, nella prospettiva della prosecuzione degli studi o dell’ingresso nel mondo del lavoro.

    2. Il presente regolamento definisce, altresì, le modalità di applicazione agli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro delle disposizioni in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni.
    ...

    Art. 5. Salute e sicurezza

    1. Gli studenti impegnati nei percorsi in regime di alternanza ricevono preventivamente dall’istituzione scolastica una FORMAZIONE GENERALE in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi dell’articolo 37, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, come disciplinata dall’accordo previsto dall’articolo 37, comma 2, del medesimo decreto legislativo. Tale formazione è certificata e riconosciuta a tutti gli effetti ed è integrata con la FORMAZIONE SPECIFICA che gli studenti ricevono all’ingresso nella struttura ospitante, fatta salva la possibilità di regolare, nella convenzione tra quest’ultima e l’istituzione scolastica, il soggetto a carico del quale gravano gli eventuali oneri conseguenti.

    2. È di competenza dei dirigenti scolastici delle scuole secondarie di secondo grado l’organizzazione di corsi di formazione in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, rivolti agli studenti inseriti nei percorsi di alternanza e svolti secondo quanto disposto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni.

    3. Al fine di ridurre gli oneri a carico della struttura ospitante nell’erogazione della formazione di cui all’articolo 37 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, possono essere:

    a) stipulati dagli uffici scolastici regionali appositi accordi territoriali con i soggetti e gli enti competenti ad erogare tale formazione, tra i quali l’INAIL e gli organismi paritetici previsti nell’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 211;

    b) svolti percorsi formativi in modalità e-learning , anche in convenzione con le piattaforme pubbliche esistenti riguardanti la formazione, come previsto dall’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 221, e dall’accordo Stato-regioni del 7 luglio 2016, n. 128;

    c) promosse forme più idonee di collaborazione, integrazione e compartecipazione finanziaria da determinarsi in sede di convenzione.

    4. Al fine di garantire la salute e la sicurezza degli studenti di cui all’articolo 2 del presente regolamento, considerata la specifica finalità didattica e formativa, ai sensi dell’articolo 2 comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, che equipara gli studenti allo status dei lavoratori,  è stabilito che il numero di studenti ammessi in una struttura sia determinato in funzione delle effettive capacità strutturali, tecnologiche ed organizzative della struttura ospitante, nonché in ragione della tipologia di rischio cui appartiene la medesima struttura ospitante con riferimento all’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 221, in una proporzione numerica studenti/tutor della struttura ospitante non superiore al rapporto di 5 a 1 per attività a rischio alto, non superiore al rapporto di 8 a 1 per attività a rischio medio, non superiore al rapporto di 12 a 1 per attività a rischio basso.

    5. Agli studenti in regime di alternanza è garantita la SORVEGLIANZA SANITARIA di cui all’articolo 41 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, nei casi previsti dalla normativa vigente. Nei casi in cui la sorveglianza sanitaria si renda necessaria, la stessa è a cura delle aziende sanitarie locali, fatta salva la possibilità di regolare, nella convenzione tra queste ultime e l’istituzione scolastica, il soggetto a carico del quale gravano gli eventuali oneri ad essa conseguenti.

    6. Gli studenti impegnati nelle attività di alternanza, in presenza dei requisiti oggettivi e soggettivi, rispettivamente previsti dagli articoli 1 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, sono assicurati presso l’INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e coperti da una assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, con relativi oneri a carico dell’istituzione scolastica. Le coperture assicurative devono riguardare anche attività eventualmente svolte dagli studenti al di fuori della sede operativa della struttura ospitante, purché ricomprese nel progetto formativo dell’alternanza.

  • 30 Ott

    Infortuni brevi: dal 12/10/17 obbligo di segnalazione all’INAIL

    Da giovedì 12 ottobre 2017 i Datori di Lavoro devono comunicare all’Inail – a fini statistici e informativi – gli infortuni subiti dai lavoratori con prognosi superiore a un giorno oltre a quello dell’infortunio (DML 183/2016).

     

    PROCEDURA

    La procedura prevede che il lavoratore – in seguito all’infortunio – debba far certificare dal medico aziendale, dal pronto soccorso o dal proprio medico curante, la diagnosi e i giorni di presunta inabilità. Il medico stesso è poi tenuto a inviare all’Inail il certificato.

    Da quel momento, i dati della certificazione sono resi disponibili dall'INAIL a tutti i soggetti obbligati a effettuare la denuncia di infortunio e, pertanto, anche al datore di lavoro.

    La comunicazione va eseguita dal Datore di Lavoro entro 48 ore dalla ricezione dei dati del certificato medico.

    La segnalazione all'INAIL può essere fatta solo tramite invio telematico (salvo che per i lavoratori dell’agricoltura, i lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari e di riassetto e pulizia locali, i lavoratori occasionali di tipo accessorio dell’agricoltura e i datori di lavoro privati cittadini per i quali non è attivo il servizio di trasmissione telematica).

    Si ricorda che il lavoratore ha l’obbligo di comunicare tempestivamente al datore di lavoro l’infortunio, come previsto dall’articolo 52 del Dpr 1124/65. In caso di omessa comunicazione e nel caso in cui il lavoratore non abbia nemmeno inoltrato la certificazione (obbligo che deve essere assolto dal medico che certifica la prognosi), il lavoratore perde il diritto al risarcimento da parte dell’Inail.

     

    LE SANZIONI PER IL DATORE

    È prevista la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro per l’omessa o ritardata comunicazione degli infortuni di durata superiore a un giorno (comunicazione a fini statistici).

    La sanzione va da 1.000 a 4.500 euro per la violazione dell’articolo 18, comma 1, lettera r), in riferimento agli infortuni di durata superiore ai tre giorni (comunicazione a fini assicurativi)

     

     

     

  • 21 Ago

    Bonifica amianto edifici di imprese: nuovi contributi in Friuli

    Pubblicato dalla Regione Friuli l'avviso per micro, piccole, medie e grandi imprese, approvato con Decreto del Presidente della Regione 21 luglio 2017, n. 0168/ Pres BUR 2 agosto 2017 n.31.

    L'avviso riguarda contributi per la rimozione e lo smaltimento di amianto da edifici di proprietà di imprese nella Regione Friuli Venezia Giulia.

    I contributi riguardano i seguenti interventi da realizzare dopo la presentazione della richiesta:

    • trasporto e smaltimento materiali amianto (“ivi comprese quelle inerenti l’approntamento delle condizioni di lavoro in sicurezza”), analisi di laboratorio, piano di lavoro articolo 256 del D.Lgs. 81/08, spese per certificazione articolo 41 bis della Legge regionale 20 marzo 2000 n. 7.Non ammissibili le spese per la sostituzione di materiale rimosso e per rapporti giuridici.

    Importi massimi:

    • a) per le micro-imprese, 50% della spesa riconosciuta ammissibile, massimo 15.000 euro
    • b) per le piccole e medie imprese, 40% della spesa riconosciuta ammissibile, massimo 30.000 euro

    • c) per le grandi imprese, 30% della spesa riconosciuta ammissibile, massimo 40.000 euro

     

    Non possono beneficiare dei contributi:

    a) le imprese in stato di scioglimento o liquidazione volontaria nonché quelle sottoposte a procedure concorsuali, quali fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo, amministrazione controllata o straordinaria;

    b) le imprese che non rispettano le norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro;

    c) le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 (Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300);

    d) le aziende che gestiscono servizi pubblici locali.

     

    La domanda di contributo va presentata al Servizio disciplina gestione rifiuti e siti inquinati della Direzione centrale ambiente ed energia, esclusivamente con il modello allegato al regolamento (vedi link sotto), entro il 2 ottobre 2017 (per gli anni successivi dal 1° al 28 febbraio).

    Clicca qui per il Regolamento completo e i modelli necessari (sito Regione Friuli).

  • 09 Lug

    Da luglio obbligo defibrillatore per le società sportive dilettantistiche

    Il Ministero della Salute e il Ministero dello Sport hanno pubblicato le linee guida per le attività sportive non agonistiche relative all’obbligo di disporre di defibrillatore automatico, in vigore dal 1° luglio 2017 (decreto 26 giugno 2017).

    Pertanto in ogni impianto delle società che praticano una delle discipline sportive indicate dal Coni con delibera 1566 del 20 dicembre 2016 dovrà essere provvisto di defibrillatore e dovrà sempre esserci una persona pronta a utilizzarlo nel corso di competizioni. Di questo le società devono accertarsi prima dell’inizio di ogni gara.

    Non è previsto invece per le società che si occupano di discipline a ridotto impegno cardiocircolatorio articolo 5, comma 3 del decreto ministeriale 24 aprile 2013, quali bocce (escluse bocce in volo), biliardo, e golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, giochi da tavolo e sport assimilabili e che sono elencate nell’allegato A del decreto. L’obbligo non ricade infine sulle società in caso di gare al di fuori degli impianti sportivi.

    La formazione degli operatori per l’uso dei defibrillatori è disciplinata dalla circolare del 16 maggio 2014 e dall’Accordo stato regioni del 2015.

  • 11 Mag

    Finanziare la formazione con Fondimpresa

    Le piccole e medie imprese possono richiedere un contributo aggiuntivo a Fondimpresa a partire da 1500€ per spesare le attività formative aziendali.

    Il nuovo Avviso n. 2/2017 ha previsto lo stanziamento di 10 milioni di euro per la realizzazione di piani formativi aziendali o interaziendali rivolti ai lavoratori delle PMI aderenti.

    I piani potranno essere presentati dalle ore 9:00 dell’8 giugno 2017 fino alle ore 13:00 del 20 ottobre 2017.

    Contattaci per ulteriori informazioni

  • 30 Gen

    REGISTRO CANCEROGENI: PROROGA FINO A OTTOBRE 2017

    saw 1713755 1920Il Decreto Milleproroghe 2016, contiene un’importante proroga ad una disposizione del Testo Unico di Sicurezza relativamente ai registri degli esposti ad agenti cancerogeni e biologici.

    Viene prolungato a 12 mesi (anziché 6) dalla data di entrata in vigore del Decreto SINP (in vigore dal 12 ottobre 2016) il tempo di vigenza delle disposizioni relative ai registri degli esposti ad agenti cancerogeni e biologici e di conseguenza la permanenza dei suddetti registri.

    L'Art. 3 del Milleproroghe modifica l'articolo 53, comma 6, del D.lgs 9 aprile 2008,n. 81: le parole: «Fino ai sei mesi» sono sostituite dalle seguenti: «Fino ai 12 mesi».

    L'articolo 53 del Testo Unico (Tenuta della documentazione) stabilisce che "Fino ai sei mesi successivi all'emanazione del decreto interministeriale di cui all'articolo 8 comma 4, del presente decreto restano in vigore le disposizioni relative [...] ai registri degli esposti ad agenti cancerogeni e biologici".

  • 22 Nov

    RLS: E’ OBBLIGATORIO CON SOLO SOCI LAVORATORI?

    road sign 63983 1920Su iniziativa della Regione Marche, la Commissione Interpelli fornisce un’opinione in merito alla figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) nelle aziende dove operano solo soci lavoratori.

    Va ricordato che per opera della contrattazione collettiva esiste il divieto di eleggibilità sia attiva che passiva per tali soggetti anche in aziende con soci lavoratori; l’Accordo nazionale del 13 settembre 2011 ha stabilito che:

    • - la figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST) è istituita in tutte le imprese che occupano fino a 15 lavoratori
    • - nelle imprese con oltre i 15 lavoratori, il RLST opera qualora non è stato eletto un rappresentante per la sicurezza aziendale
    • - i soci di società, gli associati in partecipazione e i collaboratori familiari non possono essere né eleggibili né elettori come RLS.

    Il quesito espresso pertanto è stato: ‘in merito alla correttezza dell’interpretazione che porta a concludere come necessaria la presenza del rappresentante dei lavoratori - ovviamente in tali casi territoriali, a causa del divieto di eleggibilità sia attiva che passiva per tali soggetti - anche nelle società all’interno delle quali operino esclusivamente soci lavoratori, ovvero, quella che nega tale necessità’.

    In risposta a quanto chiesto, la Commissione, facendo riferimento ai due articoli seguenti:

    • l’articolo 2, comma 1, lettera a), del d.lgs. n. 81/2008, che equipara al ‘lavoratore’ il socio lavoratore di cooperative o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell’ente stesso;
    • l’articolo 47, comma 2 del d.lgs. n. 81/2008, che prevede che in ‘tutte le aziende, o unità produttive’ sia eletto o designato il ‘rappresentante dei lavoratori per la sicurezza’.

    “ritiene che in tutte le aziende, o unità produttive, comprese quelle all’interno delle quali operino esclusivamente soci lavoratori, qualora ‘non si proceda alle elezioni previste dai commi 3 e 4’ del medesimo articolo 47 del d.lgs. n. 81/2008 anche in virtù della contrattazione collettiva, le funzioni di Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza debbano essere esercitate dal Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale o dal Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo”.

    La Commissione sottolinea che quanto detto vale in tutte le aziende , o unità produttive, comprese quelle all’interno delle quali operano esclusivamente soci lavoratori.

  • 16 Nov

    Rischio da Scariche Atmosferiche: obbligo di valutazione

    fulmineLa Valutazione del Rischio da Scariche Atmosferiche è resa obbligatoria dal D.Lgs. 81/08 per tutte le attività lavorative.

    Essa consiste nel calcolo dei diversi livelli di rischio e dei livelli tollerabili in tutti gli edifici nei quali vengono svolte attività lavorative, consentendo la scelta di appropriate misure di protezione.

    Se l’edificio ha valori al di sotto del “rischio tollerabile” ed è definibile AUTOPROTETTO non si devono adottare particolari misure di prevenzione e protezione.

    Invece nel caso in cui i valori siano uguali o al di sopra del “rischio tollerabile”, il datore di lavoro deve adottare misure di prevenzione e protezione da scariche atmosferiche, riducendo il rischio a valori accettabili secondo la norma CEI EN 62305-2.

    Per i nuovi edifici si utilizza tale norma per effettuare la valutazione del rischio di fulminazione, mentre per gli edifici esistenti, la cui valutazione non è stata fatta o è stata effettuata in base a normative precedenti la CEI EN 62305-2, occorre effettuare nuovamente la valutazione, individuando le misure necessarie a ridurre il rischio a valori non superiori a quelli ritenuti tollerabili.

    In conclusione, per ogni edificio con attività lavorative per il quale la valutazione del rischio fulminazione conduce a valori al di sopra del "rischio tollerabile", deve essere previsto un progetto di protezione contro i fulmini.

    Per saperne di più, per verifiche dello stato della tua Valutazione dei Rischi, per informazioni e preventivi contattateci allo 0421/276274 o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • 14 Nov

    Visite mediche lavoratori: retribuite come ore di lavoro?

    doctor 1228629 1920L’attuale Interpello n. 14/2016 del 25 ottobre 2016, ha per oggetto la “risposta al quesito in merito agli oneri delle visite mediche ex art. 41 del d.lgs. n. 81/2008”.

    L'unione sindacale di base(USB) ha richiesto il parere della Commissione Interpelli in merito ai seguenti quesiti:

    1. ‘su quale soggetto devono ricadere gli oneri economici inerenti il trasporto dei lavoratori, con mezzo privato o pubblico, nel percorso, quando non può essere coperto a piedi, dalla casa di cura indicata dal Medico Competente per espletare gli esami clinici e biologici e le indagini diagnostiche previste dall’art. 41, comma 4, primo periodo, complementari alle visite mediche periodiche previste dalla normativa in oggetto, al luogo ove abitualmente svolgono la propria attività lavorativa’;
    2. ‘se il tempo impiegato dal lavoratore per spostarsi dalla casa di cura indicata dal medico competente ... al luogo nel quale lo stesso lavoratore esplica abitualmente l’attività lavorativa deve essere considerato orario di lavoro’”.

    Di seguito le premesse fatte dalla Commissione:

    1. l’art. 18, comma 1, lettera g) del d.lgs. n. 81/2008 “stabilisce un obbligo in capo al datore di lavoro e al dirigente di ‘inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria...’.
    2. Il comma 1, lettera bb) del medesimo art. 18 prevede che il datore di lavoro vigili ‘affinché i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità”.

    L'art. 41, comma 4, del d.lgs. n. 81/2008 stabilisce che ‘le visite mediche di cui al comma 2, a cura e spese del datore di lavoro, comprendono gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio ritenuti necessari dal medico competente...’.

    In conclusione i costi relativi alle visite mediche “non possono comportare oneri economici per il lavoratore (compresi i costi di eventuali spostamenti che siano necessari) ed il tempo impiegato per sottoporsi alla sorveglianza sanitaria, compreso lo spostamento, deve essere considerato orario di lavoro”.

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